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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 438
POZZALLO - 30/03/2013
Cronache - Il processo scaturito dall’operazione antidroga dello scorso giugno

"Cabrera": Pizzo patteggia 4 anni. 15 rinvii a giudizio

Al giudizio abbreviato sono stati ammessi invece Giuseppe Ciccazzo, Leandro Scolaro e Andrea Di Stefano

Un patteggiamento della pena, tre riti abbreviati e 15 rinvii a giudizio. Percorsi giudiziari differenti quelli decisi dal gup Maria Rabini per gli imputati del processo in udienza preliminare scaturito dall’operazione antidroga «Cabrera» condotta dai Carabinieri a Pozzallo lo scorso giugno. É stato Vittorio Pizzo, tramite il proprio legale e con il consenso del pubblico ministero Gaetano Scollo, a scegliere di patteggiare quattro anni e quattro mesi di reclusione.

Al giudizio abbreviato sono stati ammessi invece Giuseppe Ciccazzo, Leandro Scolaro e Andrea Di Stefano, che saranno giudicati in seguito. Tutti gli altri son stati rinviati a giudizio al prossimo 24 giugno, cosi come chiesto in precedenza dallo stesso pm. Dovranno quindi comparire dinanzi ai giudici, nella prima udienza del processo a porte aperte, Giovanni Ammatuna, Graziano Arena, Danilo Arrabito, Giovanni Biazzo, Debora Borgia, Emiliano Cappello, Giovanni Davide Gambuzza, Sebastiano Morana, Carmela Paolino, Santo Randazzo, Lorenza e Mery Salonia, Samuel Scolaro, Alessia Spadola e Stefania Terranova, tutti giovani di Pozzallo di età compresa tra i 22 e i 32 anni.

Gli imputati dovranno difendersi dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, nella fattispecie eroina. Nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, la maggior parte dei giovani, tutti figli di rispettabili famiglie di Pozzallo, si erano detti estranei alle accuse, chiarendo le rispettive posizioni e dichiarando, in alcuni casi, che la droga fosse per uso personale. Debora Borgia, 23 anni, è altresì accusata di delitto di morte come conseguenza di altro delitto per aver ceduto al giovane pozzallese Luca Arezzo la sostanza stupefacente che ne causò il decesso per overdose.

L’operazione antidroga vide in campo circa 40 Carabinieri della compagnia di Modica, supportati da unità delle compagnie di Ragusa e Vittoria, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Modica su richiesta della procura. Le indagini scaturirono proprio dal decesso del giovane pozzallese e consentirono di scoprire e monitorare il gruppo di giovani dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti soprattutto nei pressi del pontile prospiciente la Torre Cabrera, da cui prese il nome l´operazione.