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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 672
POZZALLO - 20/12/2012
Cronache - Per il mancato rinnovo sulla concessione demaniale

Bocche chiuse sul sequestro al porto

Poca voglia di parlare del sequestro amministrativo del «gabbiotto» di proprietà della Provincia di Ragusa e consegnato ai vertici della compagnia maltese di navigazione per favorire il transito di persone e automezzi
Foto CorrierediRagusa.it

Bocche cucite alla Capitaneria di porto e negli uffici italiani della Virtu Ferries, la compagnia maltese proprietaria del catamarano «Jean de la Vallette». Poca voglia di parlare del sequestro amministrativo del «gabbiotto» di proprietà della Provincia di Ragusa e consegnato ai vertici della compagnia maltese di navigazione per favorire il transito di persone e automezzi.

Due certezze, comunque, sono trapelate nel corso della giornata di ieri. Il sequestro è avvenuto circa due settimane fa e i militari della Capitaneria di porto hanno mantenuto il più stretto riserbo attorno alla vicenda. Fino a due giorni fa, quando la notizia è stata divulgata da qualche «gola profonda» che, certo, non ha fatto (e non vuole fare) gli interessi della «Virtu».

Non corre, invece, alcun rischio il direttore Sicilia della Virtu Ferries, Guglielmo Puzzo, additato nei giorni scorsi come persona alla quale poteva giungere un avviso di garanzia per i fatti relativi al «gabbiotto». Il fatto che la «dimenticanza» di seguire l´iter burocratico sia da addebitare, con molta probabilità, a qualche funzionario della Provincia di Ragusa, scagiona, nei fatti, il direttore Puzzo, il quale si è sempre detto disponibile a collaborare con le forze dell´Ordine.

Abusiva, dunque, sarebbe la struttura e non conforme l´attività della compagnia maltese. Su questi due fronti, i militari della Capitaneria di porto vogliono far luce, anche perchè la mole di informazioni raccolte non lasciano adito a nuovi interrogativi. E le indagini in corso vertono non solo sulla documentazione esistente sul caso ma anche su eventuali ammanchi che la compagnia maltese non avrebbe concesso alla Provincia, visto che la Virtu Ferries paga un canone per numero di passeggeri e automezzi trasportati.

Ma come si è giunti a questa «scoperta» effettuata dagli uomini della Marina? Pare che le indagini siano partite la scorsa estate, quando i militari della Capitaneria hanno effettuato un sopralluogo presso il «gabbiotto». La situazione igienico-ambientale precaria, all´interno dei locali, denunciata da molte persone che lavorano al porto, sia esplicitamente con il comandante della capitaneria, Andrea Tassara, sia in forma anonima sempre coi militari in divisa bianca, dovrebbe essere stata la chiave di volta per l´avvio delle indagini. Fino alla scoperta della documentazione non in regola, ai primi di dicembre.

Nulla esclude che, nei prossimi giorni, la vicenda possa prendere nuovi risvolti, anche perchè la capitaneria di porto, a riguardo, non ha diffuso alcun comunicato, segno, molto probabilmente, che vi saranno delle novità nelle prossime ore.

L´ORIGINE DELLA VICENDA
Regione Sicilia e Provincia regionale di Ragusa non avrebbero ratificato l´accordo per la concessione dell´area demaniale, all´interno del porto di Pozzallo, dove transitano i passeggeri del catamarano, e, per tale motivo, i militari della Capitaneria di porto hanno posto sotto sequestro gli uffici che sono stati gestiti dalla Virtu Ferries, la compagnia maltese proprietaria del catamarano, fino a qualche giorno addietro. E´ bastato un accertamento dei militari della Marina Militare in servizio presso il porto per far sì che il «gabbiotto» da dove transitano i passeggeri del catamarano per l´imbarco finisse nel mirino delle indagini.

Una «formalità», secondo quanto riferito da fonti qualificate, che presto potrebbe risolversi in una bolla di sapone ma che qualcuno, in forma anonima, avrebbe segnalato agli uomini della Capitaneria, pronti a visionare tutte le carte per cercare di venire a capo della vicenda.

Virtu Ferries, in sostanza, ha gestito (fino alla prima settimana di dicembre) gli uffici che sono ubicati nel porto grande e li ha utilizzati sia per un uso interno (check-in dei passeggeri) sia per l´instradamento dei veicoli. Gli stessi uffici, però, sono di proprietà della Provincia di Ragusa. Sembra che la «dimenticanza» sia da addebitare a qualche funzionario della Provincia di Ragusa, il quale, inviando la documentazione all´ufficio del Demanio della regione Sicilia, si è «dimenticato» di seguire la pratica. Pratica che, poi, non è stata ratificata né dalla stessa Provincia né dalla Regione Sicilia. Da qui, l´intervento della Capitaneria di porto e il conseguente sequestro. Parte lesa sarebbe in qualche modo la compagnia maltese della Virtu Ferries, disposta a collaborare da subito e a fornire tutte le indicazioni possibili per porre fine a questa vicenda.


Non ci meravigliamo più di niente
19/12/2012 | 8.04.44
Il Criticone

Fra poco, in Italia, per andare a caca... dobbiamo presentare qualche richiesta a un burocrate statale. Certo è ridicolo pensare che provincia, regione, o paese, debba richiedere una concessione per un tratto di territorio prospiciente il mare che comunque ricade sul suo territorio. Ma siccome è d´uso imbrogliare le carte e far danni, in questo caso al turismo che si avvale delle nostre istallazioni, avanti popolo. Meditate gente, meditate...