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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1173
POZZALLO - 23/08/2012
Cronache - Lo sbarco di Cirica di 57 egiziani

Dda scopre equipaggio di scafisti composto da minori

E’ il dato eclatante scaturito dalla vicenda Foto Corrierediragusa.it

Un equipaggio di scafisti composto interamente da minorenni E’ il dato eclatante scaturito dalla vicenda dello sbarco di 57 egiziani di qualche settimana fa sulla spiaggia di Cirica, lungo il litorale ispicese. Dei tre scafisti minorenni si sta occupando la procura del tribunale dei minori di Catania, mentre i sette basisti, tra ex imam e guide spirituali della comunità islamica di Pozzallo, sono stati raggiunti in queste ore da un secondo provvedimento d’arresto, stavolta spiccato dalla direzione distrettuale antimafia di Catania.

Il mandato d’arresto per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, eseguito dai Carabinieri del comando provinciale di Ragusa, ha raggiunto i sette destinatari direttamente nelle carceri di Ragusa, Modica e Catania, dove si trovano rinchiusi dal giorno successivo allo sbarco, dopo gli arresti effettuati dai militari della compagnia di Modica.

La Dda etnea, alla quale la procura di Modica aveva trasferito il fascicolo in quanto competente per materia, ha accertato come l’equipaggio della nave fosse composto dai tre egiziani minorenni, tutti di 17 anni, come almeno una ventina di disperati facenti parte del carico umano. L’ennesimo viaggio della speranza aveva quindi messo in luce una organizzazione transnazionale ben radicata che si avvaleva dei servigi non solo degli scafisti, come accennato per la prima volta tutti minorenni, ma anche e soprattutto dei basisti.

Inoltre pare anche che una possibile rete di spacciatori avrebbe potuto dare luogo ad un giro di droga parallelo ai viaggi della speranza. E il tutto potrebbe essere riconducibile alle guide della comunità islamica di Pozzallo, di cui erano già stati arrestati l’ex imam e la guida spirituale, rispettivamente Mohamed Krifa, tunisino, 37 anni, pescatore residente a Pozzallo, e Mohamed Bourbia, 31 anni, incensurato.

Le manette erano scattate pure per due pozzallesi, presunti basisti: Giuseppe Zocco, 36 anni, titolare del B&B di via Umbria dove la banda si riuniva per pianificare gli sbarchi, e Donato Angileri, 31 anni, proprietario del casolare di contrada Zimmardo Bellamagna, tra Modica e Marina di Modica, dove i clandestini venivano ospitati in via temporanea subito dopo lo sbarco sulle coste iblee.

I due arresti erano stati convalidati assieme a quelli degli altri presunti basisti: oltre ai già citati ex imam e guida spirituale della comunità islamica pozzallese, pure Adnan Essabah Mohamed Lufti, 35 anni, palestinese, residente a Malta, disoccupato, e Mahoud Farag, 44 anni, egiziano. Le manette erano scattate anche per un altro presunto basista, l’operaio tunisino Mohamed Saidani, 33 anni.

Nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia i sette basisti si erano tutti avvalsi della facoltà di non rispondere dinanzi al magistrato. Erano stati convalidati anche gli arresti dei tre presunti scafistiminorenni, sedicenti egiziani: Moustafa Islem, Mohamed Karam El Saed e Ahmed Mahamed Alzoheri. Erano questi ultimi tre immigrati a gestire le operazioni d’imbarco dall’Egitto, e di sbarco sulle coste iblee, pilotando la nave dei viaggi della speranza e occupandosi altresì di riscuotere dai 3 ai 4mila euro a testa dai clandestini. I componenti dell’organizzazione si serviva altresì di sim card internazionali non registrate per comunicare tra loro senza essere intercettati.