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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 1018
POZZALLO - 21/07/2012
Cronache - Business immondizia, i passati amministratori indagati per truffa e frode

Gestione rifiuti Pozzallo, ex giunta sotto accusa

"Balletto" di cifre tra investigatori e indagati
Foto CorrierediRagusa.it

Tutti assolti? No, di nuovo tutti indagati per altri reati. Sull’ex giunta del sindaco Giuseppe Sulsenti di Pozzallo cade una nuova tegola. C’è un’accusa di maxi truffa aggravata e frode alle pubbliche forniture ai danni del comune di Pozzallo per la gestione del servizio raccolta rifiuti. Venti fascicoli, a carico di altrettante persone denunciate, sono stati aperti dalla Guardia di finanza di Pozzallo che ha eseguito le indagini su delega del procuratore della Repubblica Francesco Puleio.

Un paio di persone non sono finite in carcere, come voleva la Procura di Modica: Giuseppe Guglielmino, catanese di 38 anni, amministratore insieme alla moglie della Geo Ambiente srl, sede legale Belpasso, che si occupa del servizio raccolta a Pozzallo, e Corrado Corsico, coordinatore. Il gip Elio Manenti ha confermato l’impianto accusatorio del magistrato inquirente e della Gdf, ma non va oltre l’emissione della misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Pozzallo, vietando agli stessi di entrare a Pozzallo senza l’autorizzazione del giudice.

Oltre a questi due nomi, nella conferenza stampa tenuta al comando provinciale della Finanza dal procuratore Francesco Puleio, dal colonnello Francesco Fallica e dal tenente Silvia Patrizi, ci sono altri 18 soggetti, tra ex amministratori e dirigenti comunali e soggetti esterni, a doversi difendere dall’accusa di scarso controllo della cosa pubblica e di avere contribuito a far lievitare spese nella gestione dei rifiuti. I comuni, si sa, in materia ecologica hanno la possibilità di gestire molte risorse economiche. Come e in favore di chi?

Tutto è cominciato nel giugno del 2010. Accertamenti su trasferimenti improvvisi da parte di funzionari del comune di Pozzallo che si occupavano della vigilanza e del controllo sull’applicazione del capitolato speciale; cambio improvviso di vari dirigenti del servizio ecologia; preventiva conoscenza, da parte dei responsabili della società aggiudicataria dell’appalto, delle ispezioni da effettuare per verificare il regolare svolgimento del servizio previsto dal capitolato speciale; pressioni e insistenti richieste, da parte di soggetti ricoprenti cariche istituzionali all’interno dell’amministrazione nei confronti di dipendenti del servizio ecologia per modificare a piacimento i calcoli riferiti alla raccolta differenziata, applicando formule diverse da quella nazionale; modificando le contestazioni e le sanzioni elevate nei confronti della società appaltante per i disservizi nella esecuzione dell’appalto.

«La società Geo Ambiente- viene affermato dagli inquirenti- era gestita formalmente dall’amministratore C.C.M., ma di fatto veniva gestita dal marito, il quale risulta più volte controllato dalle forze di polizia in compagnia di soggetti pregiudicati e sorvegliati speciali per reati di mafia (in particolare con tale T.A., di Fiumefreddo di Sicilia, pluripregiudicato e sorvegliato speciale). Da una visura alla banca dati relativa all’anno 2007, è emerso che la moglie di T. A. aveva ceduto delle quote sociali della precedente Ital Service srl, poi divenuta la Geo Ambiente Srl, all’attuale amministratore C.C.M.».

Nel mese di ottobre 2010 il procuratore della Repubblica di Modica Francesco Giuseppe Puleio delegava la Guardia di finanza di Pozzallo allo svolgimento di indagini tecniche, eseguite sulle utenze in uso ad alcuni dirigenti del comune di Pozzallo e ai responsabili della società appaltante e conclusesi nel gennaio dell’anno 2011, indagini volte ad accertare l’eventuale commissione di reati nell’ambito della gestione della raccolta dei rifiuti.

Sarebbe emerso che i soggetti intercettati, con la loro condotta, agevolavano la società Geo Ambiente, i cui responsabili non adempivano correttamente alle previsioni del capitolato speciale d’appalto, realizzando una serie di reati (dalla truffa aggravata alla frode nelle pubbliche forniture, mediante l’utilizzo di documentazione falsa). In sostanza, i funzionari e impiegati che intendevano tenere un comportamento corretto nel compito istituzionale affidato, venivano spostati di settore perché non ostacolassero il progetto degli indagati. Sono nove le persone appartenenti al Comune di Pozzallo.

"I reati- come viene specificato dagli inquirenti - sono frode nelle pubbliche forniture, truffa, abuso d’ufficio continuato, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico, rilevazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale continuata in concorso, abusiva attività finanziaria ed indebita compensazione continuata in concorso relativamente all’anno 2008".

Sul "balletto" di cifre, la Geo Ambiente Srl ci ha fatto pervenire una nota che riportiamo integralmente di seguito:

«Al fine di non intralciare l´operato dell´Autorità Giudiziaria, la società non ritiene di rilasciare al momento alcuna dichiarazione in ordine ai fatti oggetto dell´indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Modica. La Società intende solo precisare che è agevolmente riscontrabile dalla lettura del provvedimento emesso dal gip presso il Tribunale di Modica, l´entità del danno derivante dalla presunta truffa nei confronti dell´Amministrazione comunale di Pozzallo ammonterebbe a circa 130mila euro e non già a 6 milioni. I responsabili e i dipendenti della Geo Ambiente che risultano indagati, confidano di potere chiarire la propria posizione a breve innanzi alla competente Autorità Giudiziaria».

Nella foto in alto, da sinistra il tenente Silvia Patrizi, il procuratore Francesco Puleio, il colonnello Francesco Fallica