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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1079
POZZALLO - 12/07/2012
Cronache - Uno sbarco al giorno sulle coste iblee

Sbarco di 51 clandestini, tra cui una bimba di 2 anni

L’ennesimo sbarco ha visto «in acqua» i militari della Guardia di Finanza del gruppo aeronavale di Messina correre in soccorso del gommone e dei suoi occupanti nella giornata di martedì

Uno sbarco al giorno. Non passano 24 ore dall´ultimo sbarco di migranti che basta aspettare il giorno seguente per scrivere e commentare di nuovi arrivi di migranti clandestini, con il loro carico di disperazione e di stenti patiti lungo una vita. Sembra di tornare indietro nel tempo, e precisamente nel 2008, quando la città di Pozzallo balzò agli onori della cronaca per una serie infinita di sbarchi di clandestini, anche tre in un solo giorno. Le prospettive non sono buone. E sembra anche che il Governo nazionale stia pure accantonando la questione. Nessun segnale da Roma, mentre la situazione in Sicilia è una miccia innescata, pronta a far esplodere la bomba che nessuno vuole fra le mani. La notizia dei morti nel Mediterraneo avrà solo l´effetto di riempire le colonne dei quotidiani, senza che nessuno appronti un piano serio per limitare l´arrivo di immigranti clandestini dall´Africa verso l´Europa.

L´ennesimo sbarco ha visto «in acqua» i militari della Guardia di Finanza del gruppo aeronavale di Messina correre in soccorso del gommone e dei suoi occupanti nella giornata di martedì. A 60 miglia dalla Porto Palo di Capo Passero, la segnalazione di un´imbarcazione che era in viaggio in direzione della Sicilia sud-orientale. A bordo del natante di 10 metri circa, partito molto probabilmente dalla Libia, 51 persone, di cui 39 uomini, 11 donne e una bambina di 2 anni circa. A bordo del pattugliatore «G.4 Avallone», i militari delle Fiamme Gialle hanno impiegato pochi minuti per trasferire il carico di persone dal gommone al mezzo navale. Lo stesso gommone, che stava per inabissarsi, è stato recuperato da un secondo guardacoste giunto qualche minuto dopo e trasbordato sulla terraferma, al porto di Pozzallo.

Anche in questo caso, così com´era successo nei giorni scorsi, la Guardia Costiera maltese non ha opposto alcuna resistenza alle richieste di voler proseguire, da parte dei migranti. E´ l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, in un comunicato, a dare notizia di un’imbarcazione in alto mare che non si era fermata sull´isola dei Cavalieri. I militari maltesi, difatti, hanno solo l´obbligo di affiancare il natante. Chiedere delucidazioni sulle condizioni di salute degli occupanti del gommone. Trasferire in qualche presidio medico chi necessita di cure mediche. Infine, appena intuita la volontà di non voler giungere sulla piccola isola da parte dei migranti, i militari virano per ritornare sulla terraferma.

Il comitato di accoglienza al porto (militari di ogni ordine, Croce Rossa, Protezione Civile di Pozzallo, personale medico del Pte di Pozzallo) ha svolto tutto con precisione impeccabile. Tanti anni di sbarchi, oramai, hanno «forgiato» la macchina organizzativa a tal punto che nulla viene lasciato al caso. I migranti hanno trovato alloggio presso la palestra dello stadio comunale, ma è una permanenza che dovrebbe già finire nella giornata di oggi. Specie per le donne e la bambina, pronte a lasciare il centro sportivo per una «casa famiglia» della provincia di Ragusa. Le notizie che si susseguono, difatti, non lasciano ben sperare ed avere un presidio parzialmente libero, seppur con tutte le limitazioni della palestra, può sempre tornare utile.
Per tutti, problemi di disidratazione, ma nessuno, secondo fonti qualificate, ha dovuto far ricorso alle cure dei medici presenti al porto. Sedicenti eritrei e somali, tutti hanno chiesto lo «status» di asilo politico. I migranti hanno espletato le formalità di rito e le operazioni di identificazione. Pare non vi siano scafisti, nel folto gruppo, ma sono ancora in corso le indagini da parte dei funzionari della Questura di Ragusa ed è sicuramente presto per capire chi abbia condotto il folto gruppo in Sicilia.

Dalla palestra comunale, trapela la notizia che altri gommoni sono in procinto di partire dalla Libia. Tantissime persone, soldi in mano, hanno chiesto di abbandonare fame e povertà, guerre e siccità. Soldi buoni che fanno gola al mercato dei trafficanti di vite umane. In attesa che il Governo centrale dia (forse) qualche risposta.