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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 392
POZZALLO - 09/07/2012
Cronache - Tre i giorni di viaggio per approdare in acque maltesi

Nuovo sbarco a Pozzallo: in 66 sono giunti dalla Libia

Sei persone sono state trasferite al "Mater Dei" di La Valletta per accertamenti. Gli altri hanno insistito con forza affinchè il loro viaggio continuasse in direzione della Sicilia

Stessa modalità, stessa tratta, stesso mezzo di trasporto, stesso porto di partenza, persino i migranti soccorsi e trasportati in un presidio medico maltese. Lo sbarco di ieri mattina che ha visto impegnate le Capitanerie di porto di Pozzallo e Gela ha molte analogie con lo sbarco di qualche giorno addietro, nella notte fra mercoledì e giovedì, quando in provincia di Ragusa sono giunti 40 immigrati. Ieri mattina, alle 7 in punto, sono stati in 60, di cui tre donne, a giungere presso il porto di Pozzallo. Uno sbarco "fotocopia" su cui i funzionari della Questura di Ragusa stanno indagando e sui cui legami pare non vi siano dubbi.

Dal "solito" porto della Libia sono partiti in 66. Tre i giorni di viaggio per approdare in acque maltesi. I militari della Guardia Costiera dell´isola dei Cavalieri sono giunti in prossimità del gommone per verificare se i 66 africani fossero in condizioni di salute ottimali e per cercare una medazione al fine di traghettarli al più vicino porto. Sei persone sono state trasferite al "Mater Dei" di La Valletta per accertamenti. Gli altri hanno insistito con forza affinchè il loro viaggio continuasse in direzione della Sicilia. Esattamente come era successo qualche giorno fa, quando i militari della Guardia Costiera maltese non opposero alcuna resistenza alle richieste di proseguimento dei 40 migranti. Le sei persone ricoverate al "Mater Dei" sono state letteralmente "bruciate" dal sole nei tre giorni di traversata dalla Libia a Malta. Saranno dimesse fra qualche giorno.

I 60 "superstiti" decidevano di proseguire. L´ultima cosa da fare per la Guardia Costiera maltese era quella di avvisare i loro "colleghi" italiani dell´arrivo di un gommone fatiscente in Sicilia. La centrale operativa della Guardia costiera italiana ha ricevuto dalla Guardia costiera maltese l´informazione di aver ombreggiato, intorno alle 5 del mattino, un gommone verde di circa 10 metri di lunghezza con circa 60 persone a bordo, sedicenti somali, fino al confine delle proprie acque con quelle italiane. L´incontro fra le tre motovedette (una quella maltese e le due italiane) è avvenuto intorno alle 6. Alle ore 7, gli immigrati erano giunti al porto di Pozzallo. Tutti in ottime condizioni, qualcuno ha patito in particolar modo il caldo e l´afa di questi giorni. I 60 migranti, comunque, hanno affrontato il viaggio con molte bottiglie d´acqua al seguito, ben coscienti che Caronte e Minosse non avrebbero lasciato respirare gli occupanti del gommone.

Il medico di porto, Vincenzo Morello, ha tranquillizzato tutti dicendo che gli immigrati potevano scendere sulla terraferma in quanto nessuno soffriva di particolari patologie. Pare che il prezzo della traversata per i 60 immigrati si aggiri intorno ai 1500 euro, ma c´è chi parla anche di 5 mila euro. Di sicuro, c´è che l´estate 2012 è iniziata sotto il continuo incessante trasbordo di persone da un continente all´altro. Con l´isola di Malta quale terzo interlocutore, suo malgrado.<Fino a quando ci sarà sinergia con i maltesi - riferiscono dalla Capitaneria di porto di Pozzallo - difficilmente vedremo gommoni che affondono o vite perse >.

Una volta giunti in Sicilia, i migranti sono stati trasferiti in una struttura di Porto Palo, in provincia di Siracusa, dove sono stati rifocillati ed interrogati su eventuali scafisti che si possono celare nel folto gruppo. I funzionari della Questura di Ragusa indagano in particolar modo sulle tantissime analogie che i due sbarchi, l´uno distante dall´altro solo pochi giorni, hanno portato alla luce.

I migranti, portati in un primo momento a Pozzallo, sono stati trasferiti a Porto Palo, su disposizione del ministero degli Interni che ha ritenuto il Centro di accoglienza del paese in provincia di Ragusa non adeguato. Nella palestra comunale, sono rimasti in quindici, dopo che venticinque immigrati sono stati trasferiti nel Cie di Caltanissetta.