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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1166
POZZALLO - 12/06/2012
Cronache - Un peschereccio egiziano è stato fermato dopo un inseguimento in mare

Sbarco con inseguimento, gli scafisti tra i 72 clandestini

Alla fine il natante è stato bloccato e scortato fino al porto di Pozzallo
Foto CorrierediRagusa.it

Ci mancava solo l´inseguimento via mare. Gli scafisti che trasbordano gli immigrati in Italia non si fermano più neanche di fronte agli alt delle forze dell´ordine e tentano, in tutti i modi, di arrivare sulla terraferma. Non sono altresì bastati un pattugliatore, un guardacoste (del Gruppo aeronavale della Guardia di Finanza di Messina), un elicottero della sezione aerea di manovra della Guardia di Finanza di Catania e un velivolo del gruppo esplorazione marittima del Corpo di Pomezia (Pratica di Mare) per cercare di acquietare gli animi dei naviganti del barcone di venti metri circa, intercettato la sera di lunedì, a largo delle coste prospicenti la città di Pozzallo.

Dopo un inseguimento di diversi minuti, gli scafisti del natante (foto) si sono arresi, lasciandosi trainare fino al porto della città rivierasca, dove quattro ambulanze, poliziotti, carabinieri ed altri agenti delle Fiamme Gialle attendevano gli immigrati. Il natante era atteso da giorni in quanto i mezzi di ricognizione aerea avevano già individuato il mezzo che navigava in rotta spedita verso la Sicilia.

Settantadue gli immigrati giunti in Italia (di cui 15 i minorenni), tutti uomini, sedicenti egiziani. Per gli immigrati, una volta fatti sbarcare, sono iniziate le procedure di identificazione. Fra quelli presunti che hanno dichiarato la maggiore età, potrebbe anche nascondersi qualche minorenne. Per tale motivo, nella giornata di ieri, sono state effettuate delle radiografie ai polsi al fine di capire se, nel gruppo dei settantadue, si possa celare qualche minore. Secondo le prime informazioni riferite dalla Gruppo aeronavale di Messina, sarebbero quindici i possibili scafisti che hanno trasbordato gli immigrati a terra.

E´ il terzo sbarco, nel giro di pochi giorni, che la città di Pozzallo registra. Gli immigrati sono stati stipati all´interno della palestra comunale, dove hanno trascorso la notte e dove sono sorvegliati da un cospicuo numero di forze dell´ordine. La dogana del centro di prima accoglienza, l´unico posto in città deputato alla permanenza sicura degli immigrati, è ancora in fase di ristrutturazione. Anche ieri, gli operai che lavorano al cantiere del Centro hanno dichiarato che ci vorrano almeno un paio di settimane prima di poter usufruire del sito in maniera ottimale. Dentro la palestra, sprovvista di condizionatori (a differenza del Centro di prima accoglienza del porto), ieri pomeriggio sembrava di stare dentro ad un forno acceso. Solo l´apertura di qualche porta della palestra, con i poliziotti a presidiare il tutto, ha mitigato l´afa pomeridiana.

Il viaggio dei migranti sarebbe durato quattro giorni, e ogni persona avrebbe pagato la traversata fior di quattrini. C´è chi parla addirittuta di 5 mila euro, segno che gli scafisti hanno intenzione di introitare più soldi possibili, magari facendo salire a bordo dei natanti poche persone. Meno persone viaggiano, meno responsabilità si hanno, maggiore è la consapevolezza di arrivare in Italia senza particolari patemi. Non si spiegherebbe altrimenti la volontà da parte degli scafisti di traghettare al massimo settantadue persone. Così come successo nello sbarco di lunedì sera, così come è successo negli sbarchi dei giorni scorsi, dove la media delle persone trasbordate non ha superato le settanta unità.

Tutti stanno bene, tranne qualche caso di insolazione, dovuto a questi giorni dove il sole cocente ha fatto capolino sulle acque del mar Mediterraneo. Al loro arrivo, a Pozzallo, è stato il medico del porto, Vincenzo Morello, a visitare e a dichiarare fuori pericolo gli immigrati. Solo due africani hanno dovuto ricorrere alle cure dei medici dell´ospedale «Maggiore» di Modica, ma già nella giornata di ieri i due hanno potuto far ritorno a Pozzallo.
Per tutti, il rimpatrio è previsto per i prossimi giorni, nonostante tutti gli africani abbiano chiesto asilo politico. I volontari della Protezione Civile di Pozzallo e i volontari della Croce Rossa Italiana aiutano le forze dell´ordine al fine di mantenere l´ordine all´interno della palestra comunale e nella distribuzione dei tre pasti quotidiani.