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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 672
POZZALLO - 06/06/2012
Cronache - Dopo gli interrogatori di garanzia

Operazione "Cabrera": il gip si riserva di decidere sulle scarcerazioni

La maggior parte degli arrestati ha respinto le accuse
Foto CorrierediRagusa.it

Si è riservato di decidere sulla remissione in libertà o sul mantenimento della custodia cautelare a carico delle 13 persone finite in manette nell’operazione antidroga «Cabrera» il gip del tribunale di Modica Elio Manenti. Nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, la maggior parte dei giovani di età compresa tra i 22 e i 32 anni, tutti figli di rispettabili famiglie di Pozzallo, si sono detti estranei alle accuse, chiarendo le rispettive posizioni e dichiarando, in alcuni casi, che la droga fosse per esclusivo uso personale. Tra le persone finite in manette ci sono Lorenza Salonia, 24 anni, già nota per reati specifici; Vittorio Pizzo, 24 anni, pregiudicato; Leandro Scolaro, 21 anni; Miled Rahem, 22 anni, tunisino, arrestato a Vittoria e già noto per reati vari; Debora Borgia, 23 anni, pregiudicata.

Proprio quest’ultima è altresì ritenuta essere responsabile di «morte come conseguenza di altro delitto» per aver ceduto al giovane pozzallese Luca Arezzo la sostanza stupefacente che ne causò il decesso per overdose. Le manette erano scattate anche per Santo Randazzo, Giovanni Biazzo, Giovanni Ammatuna, Graziano Arena, Mery Salonia, Andrea Distefano, Stefania Terranova e Giuseppe Ciccazzo. Per tutti, come accennato, il gip si è riservato di decidere sulle richieste di remissione in libertà avanzate dagli avvocati difensori. Alcuni dei giovani sono in carcere, mentre ad altri sono stati concessi i domiciliari.

I DETTAGLI DELL´OPERAZIONE
Pozzallo resta attonita dopo la retata dei Carabinieri, nell´ambito dell´operazione "Cabrera" che ha portato a 13 arresti per droga a carico di ragazzi giovani e giovanissimi, molti dei quali figli di famiglie rispettabili di Pozzallo. Le manette sono scattate per 13 giovani di età compresa tra i 22 e i 32 anni (sotto l´articolo tutte le foto), ritenuti essere dagli investigatori i pusher che spacciavano droga a fiumi a Pozzallo, droga talvolta anche letale.

Un giovane pozzallese, Luca Arezzo, fu trovato morto per overdose da eroina nell’ottobre 2010, all’interno dell’abitazione dove viveva con i genitori. Ad un´altra giovane pozzallese è stato imposto l´obbligo di firma periodico dai Carabinieri.

Un soggetto è al momento ricercato in quanto latitante. Il giovane si sarebbe difatti sottratto all´arresto imbarcandosi. Si tratterebbe dello spacciatore principale che riforniva ed indirizzava anche gli altri pusher finiti in manette.

Tra le persone finite in manette ci sono Lorenza Salonia, 24 anni, pozzallese, già nota per reati specifici; Vittorio Pizzo, 24 anni, pozzallese, pregiudicato; Leandro Scolaro, 21 anni, pozzallese, pregiudicato; Miled Rahem, 22 anni, tunisino, arrestato a Vittoria e già noto per reati vari; Debora Borgia, 23 anni, pozzallese, pregiudicata. Proprio quest’ultima è altresì responsabile di «morte come conseguenza di altro delitto» per aver ceduto al giovane Luca Arezzo la sostanza stupefacente, che, a seguito di assunzione per via endovenosa, ne causava la morte per overdose. Stando dunque alle indagini, sarebbe stata Debora Borgia a cedere a Luca Arezzo la dose di droga letale.

Le manette sono scattate anche per Santo Randazzo, Giovanni Biazzo, Giovanni Ammatuna, Graziano Arena, Mery Salonia, Andrea Distefano, Stefania Terranova e Giuseppe Ciccazzo.


Le indagini, durate mesi, hanno consentito di accertare che la dose fatale era stata smerciata allo sfortunato assuntore da uno dei soggetti arrestati. Hanno operato, come accennato, circa 40 Carabinieri della compagnia di Modica, supportati da unità delle compagnie di Ragusa e Vittoria, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Modica su richiesta del procuratore di Modica Francesco Puleio.

L’emissione dei provvedimenti da parte dell’autorità giudiziaria è giunta al termine di articolata attività investigativa condotta dai militari della stazione di Pozzallo a seguito del decesso del giovane. Con il passare dei mesi le indagini hanno permesso sia di identificare il pusher che aveva ceduto la dose letale di eroina a Luca Arezzo, sia di scoprire e monitorare un gruppo di giovani dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti nel centro cittadino pozzallese e nei pressi del pontile prospiciente la Torre Cabrera, da cui ha preso il nome l´operazione.

Il provvedimento restrittivo ha previsto la custodia in carcere per
le 13 persone sul cui conto il gip del tribunale di Modica, sottolineandone la pericolosità sociale, ha ritenuto che non fosse adeguata alcuna misura cautelare se non quella detentiva.

ALTRI 2 GIOVANI AVEVANO RISCHIATO LA MORTE PER OVERDOSE
Già nel novembre 2009 uno dei ragazzi arrestati nell´operazione antidroga "Cabrera" aveva spacciato eroina tagliata male, mandando in overdose due ragazzi di Pozzallo che avevano rischiato la morte, come lo sfortunato Luca Arezzo. Si tratta di Giovanni Biazzo (nella foto), 23 anni, pozzallese già noto per reati di droga.

A causa della droga tagliata male e acquistata a Pozzallo, erano finiti in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Maggiore» di Modica due giovani assuntori. Le vittime, salvate in extremis, si erano svegliate dallo stato comatoso dopo lunghi giorni passati tra la vita e la morte, attaccati alle macchine. Uno degli assuntori era stato ritrovato da un contadino per caso mentre era già in piena overdose su un terreno alla periferia di Pozzallo.

I Carabinieri avevano intensificato i controlli, risalendo a Giovanni Biazzo. Dalle indagini sarebbe emerso che il pozzallese avrebbe acquistato l’eroina fuori provincia, forse nel Catanese, tagliandola in maniera approssimativa per poterne ricavare più dosi e incrementare in tal modo il margine di guadagno. Ma a causa di questo comportamento illecito, ben due ragazzi pozzallesi rischiarono di lasciarci la pelle. Nonostante tutto questo, Giovanni Biazzo si è rivelato recidivo, finendo di nuovo in manette nell´ambito dell´operazione "Cabrera".

Sotto, le foto delle altre persone arrestate. Cliccate per ingrandire e leggere i rispettivi nomi

Giovanni Ammatuna Graziano Arena Giuseppe Ciccazzo
Andrea Distefano Vittorio Pizzo Santo Randazzo
Lorenza Salonia Mery Salonia Leandro Scolaro
Stefania Terranova Giovanni Biazzo Debora Borgia