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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1000
POZZALLO - 17/05/2012
Cronache - Indagini coordinate dal procuratore Francesco Puleio

Finanza scopre frode fiscale per 40 milioni: 11 denunce

I finanzieri hanno confrontato l’alto tenore di vita con le modeste dichiarazioni fiscali. I capitali venivano trasferiti da un socio all’altro per evitare le imposte
Foto CorrierediRagusa.it

Alto tenore di vita, bassa dichiarazione dei redditi. La proporzione piuttosto vistosa non è sfuggita ai controlli della Guardia di finanza, che ha accertato una frode fiscale pari a 40 milioni di euro. A coordinare le indagini delle «fiamme gialle», il procuratore capo della Procura di Modica, Francesco Puleio.

Gli speciali accertamenti effettuati dai militari della Tenenza di Pozzallo, hanno permesso di individuare accanto alla società principale una serie di società collegate che spostavano ingenti liquidità con operazioni contabilizzate come «finanziamento soci», cioè tra le varie società riconducibili agli stessi soggetti veniva spostato del denaro da una società all’altra senza fatture. Qui stava il trucco: come spostare capitali da una stanza all’altra senza mai uscirle dalla casa! Con lo scopo di evitare il pagamento delle imposte. L’approfondimento delle indagini ha permesso ai finanzieri di Pozzallo di scoprire anche numerose fatture relative ad operazioni inesistenti, per importi pari a circa 5 milioni di euro, allo scopo di creare costi fittizi.

Affermano gli inquirenti che «I rappresentanti avvalendosi di mere teste di legno, facevano assumere la formale gestione delle società a queste persone, dal punto di vista manageriale assolutamente incompetenti, per affidargli la responsabilità al momento della liquidazione. Tale intestazione fittizia era diretta a non pagare le imposte e a rendere particolarmente difficoltosa la ricostruzione delle vicende societarie anche in caso di controlli a posteriori degli organi accertatori. A conferma del fine intento fraudolento, la sede di alcune società del gruppo veniva trasferita presso indirizzi improbabili e, comunque, privi di ogni elemento che potesse far desumere una effettiva operatività delle aziende».

I controlli sui conti correnti bancari, disposte dal Procuratore delle Repubblica di Modica Francesco Puleio, hanno poi completato il quadro conoscitivo e probatorio permettendo di ricostruire i movimenti finanziari ed economici della gestione societaria e consentendo in ultimo agli investigatori di quantificare gli effettivi ricavi conseguiti dalla società coinvolta nel sistema di frode fiscale.

In sintesi si può ricostruire un’evasione fiscale per circa 40 milioni di euro, che è stata già proposta per il recupero, tra cui la constatazione del mancato versamento e pagamento dell’IVA per oltre 15 milioni di euro. Undici persone ritenute responsabili sono stati denunciati alla Procura per il reato di frode fiscale; una serie di reati societari; per appropriazione indebita; per abuso d’ufficio.