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POZZALLO - 28/04/2012
Cronache - Tutti erano accusato di falsità ideologica continuata e aggravata

Assolti sindaco e assessori, 5 rinvii a giudizio

L’aggravante viene contestata perché il reato sarebbe stato commesso sia singolarmente che in concorso tra gli imputati, in numero superiore a cinque

Rinvio a giudizio di due dirigenti comunali e di tre revisori dei conti e proscioglimento da tutte le accuse per il sindaco di Pozzallo Giuseppe Sulsenti, per il suo vice Attilio Sigona e per alcuni componenti della giunta comunale.

Il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste è stato deciso dal gup Lucia De Bernardin in fase di udienza preliminare. Il proscioglimento, oltre che per i già citati Sulsenti e Sigona, si è registrato anche per gli assessori pro tempore Salvatore Candiano, Carmelo Di Stefano e Guglielmo Puzzo. Tutti erano accusato di falsità ideologica continuata e aggravata.

Il gup, come accennato, ha però rinviato a giudizio, per il prossimo 26 ottobre, i dirigenti comunali Giovanni Gambuzza, responsabile del Settore Tributario dell’ente, e Giovanni Modica, responsabile del settore finanziario. Rinvio a giudizio anche per i revisori dei conti Anita Inì, Salvatore Barrera e Chiara Iozzia, presidente e componenti dell’organismo.

L’aggravante viene contestata perché il reato sarebbe stato commesso sia singolarmente che in concorso tra gli imputati, in numero superiore a cinque, con più atti esecutivi. Tutti gli imputati, secondo il capo d’imputazione, nello svolgimento delle loro funzioni, avrebbero preso parte al procedimento di formazione e approvazione del conto consuntivo, indicando falsamente un introito superiore a quello che nei fatti, sempre secondo l’accusa, era prevedibile.

In sostanza si sarebbero avallate nel bilancio consuntivo dell’esercizio finanziario 2008, entrate tributarie accertate derivanti da recupero di evasione Ici per gli anni 2003-2004 per un milione 900mila euro, importo non corrispondente a quello reale da quello accertato dal recupero evasione Ici per gli anni 2003 (anno intero) e 2004 (dieci avvisi). Stesso discorso per il bilancio 2009 nel quale erano previsti recuperi Ici dal 2005 al 2008 per 2milioni 300mila euro, non corrispondenti a quelli invece accertati dalla Guardia di Finanza e pari a circa un milione 624mila euro. Il procuratore Francesco Puleio aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti.