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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 600
POZZALLO - 01/03/2012
Cronache - Accertata la realizzazione non autorizzata di un piano aggiuntivo per ciascuna villetta

Villette a schiera in zona sismica sequestrate, 4 indagati

Tutto è emerso nell’ambito delle indagini coordinate dalla procura e condotte dalla tenenza della Guardia di Finanza di Pozzallo
Foto CorrierediRagusa.it

Villette a schiera costruite in zona sismica (foto), data la presenza di falde acquifere, e in difformità palese al progetto originario, con la realizzazione non autorizzata di un piano aggiuntivo per ciascuna villetta, di cui era stata approvata dalla commissione edilizia solo la costruzione dei vani al pianterreno, ed eventualmente del primo piano, ma solo dopo ulteriori accertamenti specifici.

Per i reati di abusivismo edilizio e realizzazione di opere in zona sismica senza comunicazione obbligatoria al genio civile di Ragusa, sono finiti sotto indagine l’impresa edile modicana costruttrice delle villette a schiera, il direttore dei lavori, il progettista e la proprietaria del terreno e degli immobili, quattro dei quali erano già stati venduti ad altrettanti compratori, ovviamente all’oscuro delle gravi irregolarità. Il complesso edilizio, per un valore di 5 milioni di euro, consta di 50 immobili tra abitazioni e garage ubicati in viale Europa. Tutto è emerso nell’ambito delle indagini coordinate dalla procura e condotte dalla tenenza della Guardia di Finanza di Pozzallo. Proprio sulla scorta della precaria sicurezza dell’edificio, il procuratore capo Francesco Puleio ha emesso un urgente decreto di sequestro, al fine di scongiurare eventuali incidenti a persone o cose.

Il gip del tribunale di Modica ha quindi autorizzato il sequestro dei circa 50 immobili, oltre che per motivi di sicurezza e per tutelare l’incolumità pubblica, anche perché gli immobili costituiscono prove tangibili dell’abusivismo edilizio commesso dalle persone finite sotto inchiesta. Ottenuta l’autorizzazione a costruire solo al pianterreno e secondo specifiche direttive e limitazioni imposte dalla sismicità del’area, l’impresa costruttrice e il direttore dei lavori avevano invece arbitrariamente trasformato dei sottotetti non abitabili (qualificati in progetto come «volumi tecnici) in vere e proprie unità abitative autonome. In sostanza erano stati realizzati ulteriori appartamenti al primo piano, non previsti dal progetto originario e quindi illegali, del tutto identici agli appartamenti al pianterreno per i quali era stata ottenuta l’autorizzazione a costruire.

Il tutto in violazione delle prescrizioni contenute nel permesso rilasciato dai competenti uffici e, soprattutto, come evidenziato nella perizia tecnica disposta dalla procura, senza rispettare le più elementari norme di sicurezza in quanto, in seguito alle modifiche, la costruzione non presentava la necessaria sicurezza strutturale, poiché fondamenta e tramezzi, progettati per sostenere villette di due piani, dovevano reggerne almeno uno in più. Pare che la proprietaria degli immobili stesse per incassare oltre mezzo milione di euro dalla vendita di quattro villette a schiera. Le indagini, durate un mese, sono state illustrate in procura dal procuratore capo Francesco Puleio e da Silvia Patrizi della tenenza delle Fiamme gialle di Pozzallo.