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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:10 - Lettori online 895
POZZALLO - 03/09/2011
Cronache - Tre arresti nella cittadina marinara

Terzetto di ladri scalcinati in fuga sulla motoape rubata

Furto aggravato in concorso, questa l’accusa per i tre arrestati

In fuga con la motoape rubata, ma vengono riacciuffati e arrestati dalla Sezione Volanti della Questura di Ragusa. Furto aggravato in concorso, questa l’accusa per i tre arrestati. Si tratta di Giovanni Zago, comisano di 28 anni, Carlo Burrafato, disabile, comisano di 46 anni, Domenico Provenzano, di origini consentine domiciliato ad Ispica, di 45 anni.

I fatti. Zago ruba una motoape nei pressi del panificio San Paolo, sito presso l’omonimo quartiere. Il proprietario del veicolo chiama le forze dell’ordine, denunciando la scomparsa del mezzo. Due motoape 50 vengono fermate sulla strada Statale 115, all’altezza dello svincolo per Ragusa Nord. A bordo di una motoape, con la scritta «Panificio San Paolo», si trovava alla guida Giovanni Zago, il quale, messo alle strette, ha riferito agli operatori che la suddetta motoape era stata rubata.

Zago, unitamente al Burrafato, si era recato qualche ora prima con una motoape ad Ispica per raggiungere un amico in comune, appunto il Provenzano. Il Burrafato è rimasto a casa del Provenzano; quest’ultimo, assieme a Zago, si è recato a Pozzallo a bordo della motoape di Burrafato. Giunti a Pozzallo, nelle adiacenze del panificio San Paolo, hanno rubato la motoape recante la scritta «Panificio San Paolo». Provenzano alla guida della Motoape asportata, si è diretto in direzione Ispica presso la propria abitazione dove, poco tempo dopo, è stato raggiunto dallo Zago, sempre a bordo della motoape di Burrafato.

Il Provenzano, subito dopo, decideva di trattenere la ruota di scorta della motoape rubata presso la propria abitazione ed ha apposto su quest’ultimo una targa identificativa di sua disponibilità in quanto, poco prima, si era disfatto della targhetta identificativa genuina.

Messo alle strette, il Provenzano negava ogni addebito, ma le forze dell’ordine, ritrovando la ruota di scorta, hanno fatto sì che l’uomo domiciliato ad Ispica raccontasse la verità. Un colpo ben studiato fin nei minimi dettagli. Si fa presente che il Burrafato è disabile, per l’impossibilità di deambulazione, ma la condizione di disabilità non gli ha impedito di partecipare al piano criminoso.