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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 770
POZZALLO - 20/08/2011
Cronache - L’addetto alla security dà una estimonianza esclusiva del pozzallese al nostro sito

Troppo caldo al porto di Pozzallo, Fabio Fidone sviene

Principio d’insolazione, disidratazione, abbassamento della pressione, il tutto per portare a casa uno stipendio e mantenere la propria famiglia
Foto CorrierediRagusa.it

Ha detto basta e vuole ribellarsi, Fabio Fidone (foto), 33 anni, di Pozzallo, addetto alla security del porto insieme ad altre cinque persone. L’ha scampata bene ma lo scorso venerdì pomeriggio ha dovuto ricorrere alle cure del personale medico del Pte di Pozzallo, dopo aver trascorso quattro ore sotto il sole cocente, senza alcun riparo. Principio d’insolazione, disidratazione, abbassamento della pressione, il tutto per portare a casa uno stipendio e mantenere la propria famiglia, in primis il figlio di pochi anni, Luigi.

Dallo scorso anno Fabio Fidone è addetto alla Security del porto. Il suo compito, insieme alle altre persone, è quello di assicurare che nulla di negativo accada all’interno del porto grande, prima dell’imbarco sul catamarano per Malta. Fidone, difatti, esplica, per conto di una ditta di Catania, le attività di sorveglianza e di monitoraggio delle aree interessate all’imbarco dei mezzi e delle persone che devono fruire del collegamento espletato dal catamarano in servizio con Malta.

Venerdì pomeriggio, più di 40 gradi, Fabio si è sentito male. Soccorso da alcuni turisti, i quali prontamente hanno chiamato il 118, Fabio Fidone è stato prima trasportato al Pte di via Rapisardi, e successivamente dimesso dopo qualche ora. "Ma la paura è stata tanta – racconta Fidone, nella tranquillità della sua casa – E’ da diversi giorni che stiamo sotto un sole cocente, abbandonati al nostro destino, senza che nessuno si preoccupi della nostra condizione. Passiamo dagli acquazzoni invernali al solleone estivo senza che nessuno guardi le condizioni di salute della gente che lavora al porto per la sicurezza. Di chi è la colpa? Non so di chi possa essere la colpa, non sta a me dirlo, ma che fine ha fatto il progetto della Stazione passeggeri tanto sbandierata dalla Provincia di Ragusa e dal presidente Antoci? Deve scapparci il morto? E mi riferisco anche ai turisti che attendono sotto il sole o la pioggia. Mi rivolgo anche al Prefetto di Ragusa affinchè non ci lasci da soli".

Fabio Fidone è ancora assai provato. "Sto bene, adesso, fisicamente. Sto male – dice - pensando che martedì devo tornare sotto il sole, a guadagnarmi il pane. Θ un’assurdità tutta questa situazione, a cui nessuno, parlo dei politici locali, vuole dare risposte positive. Siamo abbandonati da tutti, anche da chi ha fatto propaganda politica sulla nostra pelle".

Lo scorso 13 gennaio, fu il presidente della Provincia, Franco Antoci, ad annunciare la proroga del finanziamento per la realizzazione della stazione passeggeri all’interno del porto. "Ci sforzeremo adesso – disse a gennaio Antoci – di correre per l’aggiudicazione dei lavori e per il completamento della struttura che la nostra comunità attende già da troppo tempo".

Inutile ricordare come da gennaio ad oggi, le parole del presidente Antoci siano rimaste solo sulla carta. Con l’aggravante che un padre di famiglia è finito all’ospedale per troppa incuranza della politica locale.

L’undici ottobre dello scorso anno, l’assessore all’Edilizia Patrimoniale, Giuseppe Giampiccolo, e del dirigente allo Sviluppo Economico, Giancarlo Migliorisi, incontrarono il Capo dipartimento del ministero dello Sviluppo Economico ingegnere Aldo Mancurti, il quale promise tempi celeri per la realizzazione della stazione passeggeri. "Il finanziamento c’è ancora – disse allora Giampiccolo – e il capo dipartimento dello Sviluppo Economico ci ha dato ampia assicurazione in tal senso. Sgombrato il campo da questo dubbio dobbiamo ora procedere con celerità per definire le pratiche, ma questa è un’altra storia. La stazione passeggeri di Pozzallo si farà". Sì, ma quando?


??
20/08/2011 | 21.47.56
Mario

Mi viene da pensare ai poveri operai dell´agricoltura i quali anch´essi stanno in questo periodo sotto il sole cocente. Solidarietà anche per loro.