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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 732
POZZALLO - 18/08/2011
Cronache - Missiva spedita dal Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di Polizia

Centro accoglienza colabrodo, lettera al ministro

L’affollamento, secondo il Coisp, ma soprattutto l’assenza di idonee strutture che permettano la vigilanza del capannone nella parte anteriore dello stesso, obbligano le forze dell’ordine all’esposizione continua agli agenti atmosferici

Una lettera al ministero dell´Interno per "urlare" tutta la loro rabbia per le continue fughe (anche di minori) dal centro di prima accoglienza di Pozzallo. Missiva spedita dal Coordinamento per l´indipendenza sindacale delle forze di Polizia anche all´ufficio per le relazioni sindacali dello stesso ministero.
La vigilanza agli ingressi, prima affidata alla Protezione civile, ora è a carico delle forze dell´ordine, che garantiscono anche i servizi d´ordine all´interno del centro, dove, a fronte di una capienza massima prevista di 250 persone, si sono registrate anche 600 presenze.

L´affollamento, secondo il Coisp, ma soprattutto l´assenza di idonee strutture che permettano la vigilanza del capannone nella parte anteriore dello stesso, obbligano le forze dell´ordine all´esposizione continua agli agenti atmosferici. Non solo. La necessità di una costante presenza fisica nel capannone degli operatori di Polizia risulta aggravata dai continui tentativi di fuga che avvengono sia dalle finestre, poste a circa sei metri di altezza, che attraverso le porte della struttura, sprovviste di vetri antisfondamento e di sistemi di ritenzione idonei.

La sicurezza generale del centro, a tutela del personale impiegato, va quindi adeguata con la massima urgenza. È vietata, solo per i minori, l´uscita dal centro, i quali, secondo un ordinanza del questore, non possono godere del beneficio di uscire dalla struttura. «Al Coisp – è scritto nella missiva – appare chiaro che si tratta dell´ennesimo tentativo di scaricare sugli addetti alla vigilanza ogni problematica relativa alla sicurezza del centro di Pozzallo e la responsabilità delle fughe che sono ormai quotidiane. Non è accettabile – continua la lettera – che a fronte di un centro "colabrodo", solo gli operatori di Polizia siano chiamati a rispondere di ogni problematica, mentre non viene intrapresa alcuna concreta iniziativa per l´adeguamento della struttura ai requisiti di sicurezza».

Il Coisp evidenzia, quindi, «la necessità di rivedere, anche per le diverse tipologie di migranti ospitati nel centro, le disposizioni sulla vigilanza, adeguandole alle reale situazione del centro di prima accoglienza fino al completamento delle misure di sicurezza passiva della struttura, compresa le realizzazione delle opere necessarie a garantire l´incolumità del personale di Polizia e di sicurezza lì impiegato».

Con questa ultima frase, il pensiero corre allo scorso otto luglio, quando alcuni agenti di Polizia videro, fra le mura del centro, la ribellione di alcuni migranti, "rei" solo di aver saputo di un loro possibile (e poi avvenuto qualche giorno dopo) ritorno in patria (in Egitto, in quel caso) e sfociata con l´aggressione e il ricovero in ospedale di alcuni agenti, oltre agli infissi della struttura interamente distrutti e, dopo qualche giorno, rimessi a nuovo.