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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1304
POZZALLO - 03/06/2011
Cronache - Le manette sono scattate per i fratelli Salvatore e Giorgio Civello, di 65 e 57 anni

Arrestati 2 fratelli, denunciato direttore Bapr di Pozzallo

Il funzionario di banca approfittava della sua posizione per indirizzare i clienti in difficoltà economica dell’istituto di credito verso i due strozzini
Foto CorrierediRagusa.it

Due fratelli presunti usurai di Pozzallo avrebbero applicato interessi su base annua dal 200 al mille 200% contando sull’intermediazione di un funzionario di banca, minacciando con una pistola quanti si rifiutavano di pagare, o più semplicemente, non potevano saldare le cifre esorbitanti. Il direttore della filiale di Pozzallo dell Banca Agricola Popolare di Ragusa approfittava della sua posizione per indirizzare i clienti in difficoltà economica dell’istituto di credito verso i due strozzini, invece di consigliare loro di approfittare delle soluzioni personalizzate offerte dalla banca. Con le accuse di usura aggravata, minacce ed estorsione aggravta in concorso, nonchè di detenzione illegale d’arma da fuoco, sono stati arrestati dai Carabinieri i fratelli Salvatore e Giorgio Civello, di 65 e 57 anni, il primo gestore di un bar, l’altro fruttivendolo, entrambi di Pozzallo.

Il direttore di banca è stato invece solo denunciato per concorso in attività di usura. Al funzionario dell’istituto di credito è stata altresì applicata la misura interdittiva del divieto di esercizio di di attività professionale in banca per due mesi. La Bapr era all’oscuro dell’attività collaterale esercitata in maniera illecita dal direttore della filiale di Pozzallo durante l’orario d’ufficio. Il professionista intercettava i clienti più vulnerabili della banca e li indirizzava verso i due strozzini. E’ chiaro che la banca ha comunque subito un danno economico e all’immagine.

I due strozzini arrestati non esitavano a minacciare le vittime insolventi con una pistola «Walter Ppk» calibro 7.65 con il colpo in canna e dalla matricola non iscritta nel relativo registro. «Se non paghi finisci sulla sedia rotelle perchè ti spariamo sulle ginocchia»: questa una delle minacciose frasi con cui i due usurai avrebbero intimidito le vittime, brandendo la pistola nel corso degli incontri fissati per i pagamenti a scadenza. Le vittime erano tutte titolari di attività commerciali di Pozzallo. Dieci i commercianti che alla fine hanno denunciato i fatti, titolari di cinque attività commerciali, due delle quali chiuse nell’ultimo anno a causa degli interessi da usura applicati dai due fratelli pozzallesi.

I prestiti concessi dai due strozzini variavano dai 5 mila ai 15 mila euro, con tassi d’interesse da usura decuplicati. Impossibile per le vittime saldare l’esorbitante debito. Le indagini, partite circa un anno e mezzo fa, sono state condotte dai Carabinieri della stazione di Pozzallo, diretti dal luogotenente Antonello Aprile, e coordinate dal capitano della caserma di Modica Alessandro Loddo, che, assieme al tenente Gianluca Muscatello, hanno illustrato i dettagli in procura, alla presenza del procuratore capo Francesco Puleio. Le indagini proseguono per accertare eventuali, ulteriori responsabilità di terzi. I Carabinieri invitano eventuali, altri vittime dei due stozzini a farsi avanti per denunciare i fatti. Salvatore Civello era già in carcere a Modica per la detenzione della pistola, scoperta dai militari nascosta in casa del pozzallese durante le indagini sul giro di usura. L´uomo era già stato condannato in primo grado. Il fratello è stato rinchiuso nella stessa casa circondariale.

Nella foto da sx il luogotenente Antonello Aprile, il capitano Alessandro Loddo, il procuratore Francesco Puleio e il tenente Gianluca Muscatello