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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1439
POZZALLO - 01/06/2011
Cronache - L’esito del vertice a palazzo La Pira

Emergenza sbarchi, chiesto l´intervento di Maroni

L’arrivo di 932 migranti, giunti nella tarda serata di lunedì, rappresenta il «top» nella classifica degli sbarchi degli ultimi 10 anni Foto Corrierediragusa.it

È record! L’arrivo di 932 migranti, giunti nella tarda serata di lunedì, rappresenta il «top» nella classifica degli sbarchi degli ultimi 10 anni per quel che riguarda la città rivierasca. Mai una moltitudine di persone così cospicua si era vista da queste parti. Uno sbarco che ha dell’incredibile, se si pensa che, su una bagnarola di ferro, parecchio malandata, lunga venticinque metri, erano stipate 932 persone, di cui 128 donne e 39 minori. La fortuna ha voluto che il centro di prima accoglienza, lunedì sera, fosse occupato solo da una decina di minori, che, ieri, si sono aggiunti ai nuovi arrivi.

Uno sbarco drammatico, con partenza verosimilmente da porto libico, traversata con mare calmo, della durata di tre giorni e con arrivo a Pozzallo allo stremo delle forze. Il gruppo è stato intercettato a circa 22 miglia a sud di Portopalo di Capo Passero dall’elicottero AW 139 del 2. Nucleo Aereo della Guardia Costiera di Catania, già affiancato da un pattugliatore della Guardia di Finanza. Raggiunto, qualche minuto dopo, dalla dipendente motovedetta CP 304, appositamente allertata dalla Sala Operativa della Guardia Costiera al fine di prestare assistenza e soccorso all’unità.

Una volta toccata terra, una cinquantina di persone sono state trasportate nei nosocomi vicini di Modica, Scicli e Ragusa. Il caso più grave, quello di una donna con problemi cardiaci. Nel momento in cui la situazione stava peggiorando, l’equipaggio di bordo ha subito provveduto a posizionare la donna in posizione laterale di sicurezza praticando una continua ventilazione con pallone ambu fino all’arrivo in banchina. La donna rimarrà presso l’ospedale «Maggiore» di Modica ancora per qualche giorno, ma se la caverà. Molti hanno fatto ritorno dai vari ospedali nella giornata di ieri. Nulla di grave, solo qualche caso di disidratazione. La provincia di Ragusa, lunedì sera, è stata un riecheggiare di sirene di autoambulanze. Sono state impegnate anche alcuni automezzi di società private, in aiuto al personale medico dei vari ospedali.

I migranti sono giunti a terra coi vestiti bagnati. Qualcuno si è tuffato in acqua alla vista delle forze dell’ordine, poi ripescato e messo in mezzo agli altri migranti. I militari, alla vista del barcone, sono rimasti increduli e stupefatti. Alcuni, raccontano le forze dell’ordine, stavano l’uno sopra l’altro, stretti come sardine in scatola. Una barca che può contenere al massimo una trentina di persone era arrivata sulla costa iblea con a bordo più di 900 persone. E pare che qualcuno si sia pure perso fra i flutti marini, dato, questo, da verificare ma alquanto probabile.

Disidratazione e fame, i problemi principali. Il sole caldo di questi giorni ha reso problematica la traversata. Non appena il barcone dei migranti è stato intercettato dai militari, l’acqua è stata la prima cosa che hanno chiesto. La fame, invece, è stata placata non appena il gruppo ha raggiunto il centro di prima accoglienza. In mattinata, ieri, sono cominciati gli interrogatori per capire se, nel folto gruppo, vi fossero gli scafisti. Il gruppo è stato diviso in due, con una buona parte di migranti ubicati all’interno della palestra comunale di contrada Palamentano. La prima fase è stata la più delicata, perché le forze dell’ordine sono state al lavoro per il fotosegnalamento e il prelievo delle impronte digitali dei migranti, quest´ultimi prevalentemente di origine sub-sahariana. Sicuramente salterà fuori, nelle prossime ore, la presenza di qualche scafista. Le indagini, da parte delle forze dell’ordine, sono ancora in corso. Gli immigrati, invece, dicono di essere in Italia di passaggio perché puntano a raggiungere i parenti che spesso si trovano in altri paesi europei. Per il momento resteranno in Sicilia. Poi comincerà l’attesa per capire quale sarà il futuro di queste persone.

Il maxisbarco dell’altra sera rischia, inoltre, di innescare un nuovo scontro diplomatico tra Italia e Malta. Gli immigrati hanno, infatti, riferito di essere stati avvicinati, nel corso della traversata, dalle motovedette maltesi, che si sarebbero limitate a rifornirli di salvagente e a scortarli fino al limite delle acque loro competenti. E questo nonostante i rischi evidenti per la presenza sul barcone di un elevato numero di persone, tra cui donne e bambini. La presenza di molti giubbotti salvagenti, a bordo della carretta del mare, avvalora la tesi fornita dai clandestini. Nessuno, difatti, è mai partito dalla Libia e giunto in Sicilia con addosso un giubbotto salvagente. La tesi «contro Malta» è stata sostenuta anche durante il vertice che, ieri a mezzogiorno, si è tenuto a palazzo La Pira e coordinato dal sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, assieme alle massime autorità istituzionali della provincia di Ragusa, fra cui il Prefetto, Francesca Cannizzo, e il Questore, Filippo Barboso. "O Malta si decide ad aiutare noi – è stato detto – o si informa il Ministero dell’Interno che lo Stato maltese non compie il proprio dovere fino in fondo".

Fra le richieste, l’arrivo in loco del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al fine di prendere contezza della realtà locale. "In dieci anni – è stato riferito a Prefetto e Questore – mai un esponente politico di spicco si è degnato di giungere a Pozzallo per constatare quanto lavoro c’è dietro ogni sbarco. L’assenza delle Istituzioni è lampante. Pozzallo è il secondo avamposto, dopo Lampedusa, per arrivi di clandestini. Forse qualcuno a Roma, questo, l’ha dimenticato". La Cannizzo e Barboso hanno preso appunti durante il colloquio.

Il deputato nazionale alla Camera del Pdl, Nino Minardo, invece, dopo lo sbarco dell’altra sera, alza la voce. "Sosteniamo la politica dell’accoglienza – ha detto - ma il territorio ha bisogno di risorse e i cittadini di sentire lo Stato davvero vicino e che garantisca loro sicurezza diritti. Ho sollevato la questione in tempi non sospetti. Adesso torno a sollevarla con forza e senza indulgenza verso il Governo. Sono molto preoccupato – continua Minardo - per lo standard di accoglienza e per il numero crescente di immigrati che arrivano e che arriveranno e per questo rivolgo un appello al Ministro Maroni affinché intervenga mettendo a disposizione tutte le risorse logistiche, umane ed economiche necessarie per evitare il collasso di un territorio dove la parola solidarietà ha sempre prevalso, ma che per far questo ha dovuto contare solo sulle proprie forze che oggi più che mai risultano deboli e inadeguate per affrontare l’emergenza".