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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 821
POZZALLO - 23/04/2011
Cronache - Pozzallo: la liberazione annunciata alle famiglie intorno alle 23 di ieri

Libero il rimorchiatore italiano Asso 22. I marinai pozzallesi tornano a casa

Nei primi minuti le notizie era contrastanti e contraddittorie Foto Corrierediragusa.it

L’Asso 22 sta facendo rotta verso l’Italia. Dopo 36 giorni il rimorchiatore italiano ritorna a casa. Il pattugliatore "Bettica", ha incrociato al largo della Libia l´Asso 22 per accompagnarlo verso l’Italia. Stanno bene gli undici marinai tra cui otto italiani che sono stati praticamente sequestrati dagli uomini di Gheddafi presso una piattaforma petrolifera il 17 marzo. A bordo anche i tre marinai pozzallesi: Salvatore Boscarino, 51 anni, sposato con Maria Agnello Modica, è padre di 6 figli. Giorgio Coppa, 24 anni, Antonino Arena, 35 anni, sposato, è padre di un bambino di 4 anni.

La notizia è arrivata alle famiglie in una circostanza molto significativa ovvero nel corso della funzione religiosa del venerdì santo nella chiesa di S. Maria di Portosalvo a Pozzallo. Il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, aveva dedicato uan sua riflesisone ai tre marinai pozzallesi quando poco prima delle 23 è arrivata la notizia ad uno dei familiari. Gioia e quasi incredulità sono state le prime reazioni poi la conferma della Farnesina che è stata accolta con grande sollievo.

La liberazione era attesa ormai a giorni ma le famiglie e gli stessi marinai hanno dovuto osservare il massimo riserbo per non compromettere il lavoro diplomatico della Farnesina. Non si sa ancora dove l’Asso 22 approderà in Italia, probabilmente Napoli, sede della compagnia Augusta Offshore, e quando i marinai arriveranno a casa. Per le loro famiglie è la Pasqua più lieta dopo oltre un mese di tribolazioni e paura.

La nave, attraccata al porto di Tripoli, si è mossa per brevi traversate e nessuna notizia è arrivata sugli spostamenti compiuti dall´equipaggio tanto. L’Asso 22 è sembrato così uno strumento di pressione del governo libico nei confronti dell’Italia che ha deciso la partecipazione di partecipare alle operazioni di guerra in Libia.