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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 458
POZZALLO - 17/04/2011
Cronache - Pozzallo: dopo i tumulti al centro di prima accoglienza con il ferimento di 3 agenti

Lega Nord sui migranti violenti di Pozzallo, 19 arresti?

Una ventina di immigrati sono al momento in stato di fermo. Deciderà la magistratura

"Perché i nostri amici possono uscire e noi no"? Con questo interrogativo, i trentacinque immigrati che non avevano avuto il permesso di uscire nella giornata di venerdì perché non schedati (su 195 immigrati ancora presenti al centro di prima accoglienza del porto) hanno approfittato della relativa calma che regna in orario notturno per manifestare tutta la loro rabbia. I disordini sono cominciati intorno alle due, quando un gruppo di africani ha tentato di forzare la porta del centro.

L’obiettivo, difatti, era quello di darsi alla fuga nel momento più tranquillo, con le forze dell’ordine ridotte ad un numero minore rispetto a quanto si può vedere in orario giornaliero. Tutto studiato nei minimi termini. Una rappresaglia figlia dell’attesa snervante all’interno del centro. I migranti, difatti, hanno atteso sei lunghi giorni prima di ricevere il «pass», il permesso temporaneo, per uscire dal sito. A tutti sarebbe stato promesso che, in tempi ragionevoli, l’uscita dal centro non sarebbe stata una lontana chimera.

Fino a due giorni fa, quando ben 160 persone sono potute transitare per le vie di Pozzallo, a differenza di un gruppo sparuto di migranti ai quali è stato imposto l’ordine di non lasciare il centro. Apriti cielo! Abbassata di poco la soglia di attenzione, le forze dell’ordine si sono visti un gruppo di persone urlanti, pronte a sfondare anche la cancellata che delimita il centro di prima accoglienza dalla strada che conduce al porto. Le intenzioni dei migranti non erano sicuramente improntate al dialogo. Da lì a poco, una colluttazione fra le forze dell’ordine e gli immigrati ha fatto sì che 39 persone lasciassero il centro, alcuni per le campagne della vicina frazione di Maganuco, altri per la città di Pozzallo.

Il bilancio dello scontro è stato pesante. Un finanziere, un poliziotto, un carabiniere e tre migranti sono rimasti feriti. L’agente di Polizia è stato trasportato all’ospedale «Maggiore» di Modica ma è stato dimesso dopo poche ore l’arrivo dello stesso all’ospedale. Tre africani hanno dovuto ricorrere alle cure del personale medico del nosocomio modicano. Due sono tornati ieri al centro. Un immigrato, invece, è rimasto a Modica per la frattura di un braccio. Resterà in ospedale per qualche giorno.

Ieri, da Donnalucata fino a Pachino, le ricerche hanno portato allo stato di fermo per 19 africani, fino a ieri rinchiusi al centro e in attesa di conoscere il proprio destino. Non è escluso, difatti, che per queste persone potrebbero aprirsi le porte del carcere. Sarà l’autorità giudiziaria ad esprimersi in tal senso, verosimilmente nella giornata di domani, lunedì 18 aprile.

I migranti che ieri si aggiravano per la città di Pozzallo (quelli schedati e con regolare «pass» per uscire dal centro) non hanno voluto commentare la situazione. Guai ad avvicinarsi. Nessuno vuole parlare. Alcuni giornalisti sono stati allontanati in malo modo, nel primo pomeriggio di ieri, da alcuni migranti di fronte alla Stazione dei Carabinieri di Pozzallo, presso il lungomare Raganzino. "Allez-vous" ("Andate via") hanno gridato alcuni migranti, nel momento in cui i giornalisti si sono professati tali.

Per le forze dell’ordine, comunque, la città di Pozzallo è al sicuro. Non si sono verificate, difatti, azioni delinquenziali. Posti di blocco, comunque, sono stati segnalati nelle zone periferiche del centro rivierasco.

Su tutti, la prontezza delle forze dell’ordine nel coordinare le operazioni, una volta inscenata la sommossa da parte dei migranti «rivoltosi». La rivolta poteva degenerare in un bagno di sangue, se solo poliziotti e carabinieri avessero imbracciato le munizioni che hanno in dotazione. Non è stato così, fortunatamente. Di parere opposto, invece, il vice ministro della Lega Nord, Roberto Castelli, il quale ha voluto parlare dei disordini scoppiati a Pozzallo.

"Nelle mie dichiarazioni di qualche giorno fa – ha detto Castelli - prefiguravo scenari difficili a medio e lungo termine, auspicando che non si verificassero. Purtroppo i primi segnali di violenza da parte di questi immigrati si sono verificati, e anche a brevissimo termine. Ora ai pavloviani del politicamente corretto rivolgo questa domanda: hanno diritto gli agenti feriti, ai quali va la mia solidarietà, a difendersi anche con l’uso della forza? E se venisse messa a rischio la loro vita, cosa dovranno fare"? Una domanda la facciamo anche noi al viceministro: e se al centro di prima accoglienza vi fosse un numero maggiore di forze dell´ordine, anche in orario notturno, non sarebbe meglio per tutti?