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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 484
POZZALLO - 22/03/2011
Cronache - Pozzallo: novità dal rimorchiatore sequestrato nella zona di guerra

I marinai pozzallesi telefonano ai familiari. "Scuse" libiche per il ritardo!

A dare la notizia del collegamento e delle scuse, Salvo Arena, papà di Antonino. Stanno tutti bene, liberi di muoversi, però rimangono in Libia
Foto CorrierediRagusa.it

Finalmente i 3 marinai di Pozzallo sequestrati in Libia hanno potuto comunicare stamani con i loro familiari tramite i telefonini. Addirittura il papà di Antonino, Salvo Arena, ha rivelato che i libici si sono scusati con le famiglie per non aver fatto telefonare prima! I marittimi pozzallesi sono trattenuti in Libia a bordo del rimorchiatore italiano Asso 22 della società Augusta offshore di Napoli da uomini armati vicini alle autorità marittime del porto di Tripoli. Si tratta di Salvatore Boscarino, 51 anni, capo macchina; Antonino Arena, di 35, primo ufficiale di macchina, e Giorgio Coppa, 24 anni, secondo ufficiale di coperta.

Nelle ultime ore si è appreso che anche un quarto pozzallese, ma da anni residente a Siracusa, fa parte dell’equipaggio del rimorchiatore: è Salvatore Scala, 55 anni, sposato e padre di due figli, una delle quali ventiseienne presente stamani in municipio a Pozzallo, dove il prefetto Francesca Cannizzo, il sindaco Sulsenti e le altre autorità civili e militari hanno incontrato i familiari dei marinai pozzallesi che per 48 ore sono stati ostaggio degli uomini armati.

Il prefetto ha rassicurato le famiglie, che, poche ore prima, come accennato, avevano finalmente potuto parlare con i marinai, che, nelle prossime ore, potrebbero essere autorizzati a lasciare il porto di Tripoli per far rientro in Sicilia. I marinai sono liberi di muoversi a bordo del rimorchiatore, che, tuttavia, continua ad essere trattenuto al largo di Tripoli. Stanno tutti bene e nessuno di loro ha subito violenze fisiche o psicologiche. Sono sempre stati distribuiti i viveri a bordo del rimorchiatore. E’ quanto riferito dagli stessi marinai ai loro familiari, per rassicurarli sulle loro condizioni di salute.


I FATTI PRECEDENTI

Rimorchiatore sequestrato resta a Tripoli: i marinai ancora in ostaggio

Salvatore Boscarino, 51 anni, capo macchina; Antonino Arena, di 35, primo ufficiale di macchina, e Giorgio Coppa, 24 anni, secondo ufficiale di coperta. Sono i tre marinai di Pozzallo tenuti in ostaggio da uomini armati delle autorità marittime libiche a bordo del rimorchiatore Asso 22 della Società Augusta Off Shore di Napoli. I sequestratori hanno imposto all´equipaggio l´interruzione di ogni forma di comunicazione con l´Italia. Il rimorchiatore, sequestrato sabato scorso, aveva domenica pomeriggio lasciato il porto di Tripoli con a bordo gli uomini armati, diretto verso una piattaforma petrolifera al largo delle coste siciliane. (Nella foto da sx Giorgio Coppa e Antonino Arena)

L’INVERSIONE DI ROTTA VERSO TRIPOLI
In tarda serata il rimorchiatore italiano è stato costretto ad invertire la rotta, tornando verso il porto di Tripoli, dove si trova in queste ore, dopo essere stato intercettato dall´elicottero militare di una unità navale della coalizione internazionale dislocata nell´area. L’equipaggio continua quindi a restare ostaggio degli uomini armati vicine alle autorità marittime libiche a bordo del loro stesso rimorchiatore.

IL PADRE DI ANTONINO ARENA: "CI HANNO LASCIATO SOLI"
"Non riesco ad avere più contatti con mio figlio da 48 ore – dice Salvatore Arena, padre di Antonino, incontrato sotto casa - La preoccupazione per tutti gli uomini dell’equipaggio della Asso 22 sale di ora in ora e nessuno riesce ad informarci su cosa stia succedendo a bordo. Sono sconcertato per l’indifferenza delle istituzioni – ha ribadito ieri mattina il padre di Antonino, Salvo Arena – Fino ad ora non abbiamo avuto nessuna notizia da nessun esponente del governo.

Silenzio assoluto dalla Farnesina ed anche dalla prefettura di Ragusa. Le uniche notizie le apprendiamo dai telegiornali e dai giornalisti che ci chiamano. Ho sentito mio figlio 48 ore fa, mi ha detto che la situazione era sotto controllo e non c’erano pericoli. Credo che l’abbia fatto per non farci stare in ansia, ma io conosco mio figlio e dal tono di voce con cui si è espresso ho capito che i rischi ci sono. Mi ha pure detto di tranquillizzare mia nuora".

Neanche la notizia che ha rilasciato in mattina il ministro degli Esteri, Franco Frattini, circa il continuo evolversi della vicenda, tranquillizza Arena. "Ci diano nostro figlio – ha detto - Che ritornino pure gli altri due uomini e gli altri in ostaggio. A noi interessa solo questo".

LA TESTIMONIANZA DELLA MOGLIE DI UNO DEI MARINAI DI POZZALLO
La moglie di Salvatore Boscarino, Rosaria Agnello Modica, ha sentito il marito, per l´ultima volta, sabato sera. Il marito ha voluto tranquillizzare la consorte, dicendo che la situazione era sotto controllo, di non spaventarsi per quanto stava accadendo e di pregare affinché tutto si possa risolvere in breve tempo. Dalle informazioni raccolte, pare che l´uomo abbia riferito dello stato di salute ottimale per gli altri due pozzallesi, a bordo del rimorchiatore. La donna, contattata telefonicamente, ha poca voglia di parlare, e attende notizie certe dalla Farnesina assieme ai sei figli: "Attendo una nuova telefonata da Tripoli - dice - e mio marito mi ha detto che richiamerà. Aspetto solo buone nuove".

CHI SONO I 3 MARINAI POZZALLESI
In città la notizia ha fatto già il giro. Molti conoscono i tre pozzallesi come persone volenterose e attaccate al lavoro. Salvatore Boscarino, 51 anni, sposato con Maria Agnello Modica, è padre di 6 figli. Giorgio Coppa, 24 anni, fidanzato, pare avesse intenzione di sposarsi quanto prima. Antonino Arena, 35 anni, sposato, è padre di un bambino di 4 anni.

LA FARNESINA INFORMA IL SINDACO DI POZZALLO
I tre marinai pozzallesi, stando alle poche informazioni in possesso del sindaco di Pozzallo Peppe Sulsenti, pare stiano bene. «Seguo l´evolversi della situazione - dice – dal momento che ho avviato i contatti con la Farnesina e, ogni ora, vengo informato sullo stato di salute dei miei concittadini. Mi auguro che, nel breve volgere di qualche giorno, la situazione possa normalizzarsi e vi sia un ritorno di Salvatore, Antonino e Giorgio a casa, sani e salvi, assieme agli altri marittimi che lavorano sul rimorchiatore».

GLI ALTRI COMPONENTI DELL’EQUIPAGGIO DEL RIMORCHIATORE
Dell´equipaggio fanno parte anche due marittimi catanesi. In totale, quindi, sono cinque i marinai siciliani a bordo del rimorchiatore. Il resto dell´equipaggio è composto da tre campani e un laziale, nonchè due indiani e un ucraino. Lo ha reso noto Mario Mattioli, amministratore delegato della Augusta Offshore Spa di Napoli armatrice della nave.

IL PROLOGO DEL SEQUESTRO IN LIBIA
Il rimorchiatore aveva riportato a Tripoli alcuni dipendenti libici della National Oil Corporation, il colosso petrolifero di Tripoli, quando alcuni uomini armati, tra cui uno che si sarebbe qualificato come il comandante del porto, hanno fermato l´equipaggio, impedendo alla nave di ripartire. Il rimorchiatore era stato bloccato da un nutrito gruppo di uomini armati, che, di fatto, avevano impedito al comandante di togliere gli ormeggi per fare rientro in Sicilia.