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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 792
POZZALLO - 18/01/2011
Cronache - Pozzallo: indagano i carabinieri sul gesto vandalico

Per qualcuno Sulsenti è "buffone", scritta spray sulla saracinesca

Amarezza da parte del primo cittadino, triste per l’accaduto ma non domo di fronte alla codardia di alcuni scellerati Foto Corrierediragusa.it

Il sindaco di Pozzallo Giuseppe Sulsent vittima di un atto vandalico. Nella notte, ignoti, armati di bombolette spray, hanno potuto agire indisturbati, imbrattando con una grave offesa la saracinesca del garage di proprietà del sindaco, in via Magenta (nella foto). È stato lo stesso sindaco Sulsenti, nella nottata, ad accorgersi dell’atto vandalico. Alle 4, difatti, il primo cittadino di Pozzallo era già sveglio, pronto per recarsi a Palermo al fine di portare alcuni importanti documenti per il porto. Appena uscito fuori dalla cancellata di casa, l’amara scoperta.

Sul posto, i carabinieri della Motovedetta d’Altura, di stanza a Pozzallo, ad effettuare i rilievi del caso. Di ritorno da Palermo, Sulsenti si è recato presso la locale Stazione dei carabinieri per presentare denuncia contro ignoti.

Amarezza da parte del primo cittadino, triste per l’accaduto ma non domo di fronte alla codardia di alcuni scellerati. «Ho ricevuto sms anonimi, in questi ultimi mesi – dichiara il sindaco – inviati da diverse cabine telefoniche all’utenza del mio cellulare. Messaggi di odio e di profondo rancore. Non è la mia persona che mi sta a cuore, quanto la salute dei miei cari e delle persone che mi stanno accanto. Certa gente è accecata dall’astio nei miei confronti. Io vado avanti, nel nome della legalità e del bene per la mia città. Non mi fermeranno neanche le bombe!».

Per Sulsenti, tutti i protagonisti dell’agone politico dovrebbero stemperare i toni. «Si fa troppa polemica – dice Sulsenti – anche per le cose insignificanti. Il risultato, poi, è sotto gli occhi di tutti. Non sono intimorito dai continui atti di vandalismo di chiara matrice politica. Come gruppo dell’Mpa di Pozzallo, ci sentiamo ancora più galvanizzati nel proseguire nella nostra azione di bonifica amministrativa e di denuncia dei malesseri della città, ereditati dal passato».

Capitolo videosorveglianza. Nello scorso settembre, Sulsenti inviò una nota alla Prefettura di Ragusa nella quale si chiedeva di accelerare l’iter procedurale relativo alle telecamere a circuito chiuso al fine proprio di scongiurare simili atti. Il Comune di Pozzallo attende ancora risposta. «Tornerò presto – conclude Sulsenti – a chiedere alla Prefettura che fine ha fatto l’intero progetto e se bisognerà aspettare tempi biblici per vedere accese le telecamere. Pozzallo, città a forte vocazione turistica, non può essere lasciata in mano ai vandali e a coloro che complottano il male. Ad ogni modo, ho piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine nella speranza che, finalmente, si possa approdare a qualcosa di concreto».

Nel pomeriggio, giunge la nota a firma Partito Democratico. «Esprimiamo piena solidarietà al Sindaco Sulsenti e condanniamo l’atto vandalico di cui è stata fatta oggetto la sua abitazione. Confidiamo inoltre, come sempre, che le forze dell’ordine sapranno venire a capo della vicenda. Non possiamo tuttavia non esprimere la nostra preoccupazione per le dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino di Pozzallo dopo l’evento.

Associare un volantino politico, che fotografa senza nulla aggiungere l’attuale situazione giudiziaria del Sindaco e dei suoi collaboratori, all’atto vandalico subito significa aver perso il lume della ragione. Il Pd si è limitato a definire con termini giuridici quelle che il Sindaco individua più vagamente come «situazioni contingenti»: avviso di garanzia e rinvio a giudizio. Un dato di fatto inoppugnabile, riportato con ampia eco da tutti gli organi di informazione. Il PD non è uso imbrattare le abitazioni altrui o «sollecitare» altri a farlo, usa i canoni del confronto politico per misurarsi con gli avversari. Se poi questo metodo, corretto e basato sui fatti, risulta indigesto al Sindaco sono fatti suoi».

(Ha collaborato Calogero Castaldo)