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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1235
POZZALLO - 15/01/2011
Cronache - Pozzallo: per tentato abuso d’ufficio in concorso

Chiesto rinvio a giudizio per Sulsenti e la sua giunta

Davanti al giudice si dovrà presentare anche lo stesso progettista che si assicurò l’appalto dei lavori, Corrado Calvo

Il progettista per la realizzazione delle cosiddette «opere di difesa costiera» sarebbe stato individuato dal comune di Pozzallo in maniera illegittima. La scelta sarebbe stata effettuata in base al colore politico, rispetto al curriculum vitae, danneggiando così gli altri 59 professionisti che aspiravano all’appalto dei lavori.

E’ quanto ipotizzato dal procuratore Francesco Puleio, che ha chiesto il rinvio a giudizio di dieci imputati, tra cui il sindaco di Pozzallo Giuseppe Sulsenti, per tentato abuso d’ufficio in concorso. Oltre al già citato primo cittadino, dovranno comparire dinanzi al giudice il prossimo 7 luglio il vice sindaco ed assessore Attilio Sigona e gli altri componenti della giunta Giuseppe Amore, Angelo Avveduto, Luca Ballatore, Vincenzo Ruta e Salvatore Ucciardo. La richiesta di rinvio a giudizio ha interessato anche il dirigente dell’ufficio tecnico Giovanni Gambuzza e il dipendente dello stesso ufficio Giorgio Morana.

Davanti al giudice si dovrà presentare anche lo stesso progettista che si assicurò l’appalto dei lavori, Corrado Calvo, che, secondo l’accusa, avrebbe istigato gli altri imputati a procurargli l’ingiusto vantaggio rispetto agli altri concorrenti. Da quanto emerso dalle indagini, il progettista apparteneva allo stesso partito politico del primo cittadino, vale a dire il Movimento per l’autonomia. Un particolare, che, secondo il procuratore, avrebbe influito nella scelta del progettista affidatario dei lavori, al quale sarebbe stato procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale derivante dall’illegittimo affidamento dei lavori.

Gambuzza e Morana avrebbero curato l’iter procedimentale inerente la progettazione esecutiva delle «opere di difesa costiera» per un importo complessivo di 109 mila 500 euro. Sulsenti e i suoi assessori avrebbero poi emesso la delibera 169, ritenuta illegittima, e resa immediatamente esecutiva, con la quale veniva approvato il disciplinare di incarico, lo schema di parcella e il relativo documento istruttorio.

L’affido dei lavori a Calvo fu ufficialmente motivato con «la comprovata capacità ed esperienza professionale», che, evidentemente, era stata ritenuta più elevata rispetto ai curriculum vitae degli altri 59 tecnici. Secondo l’accusa, si sarebbe verificata la violazione del decreto legislativo 163 del 2006 del codice dei contratti pubblici sugli affidamenti di lavori, il cui importo complessivo non deve superare i 100 mila euro e per i quali l’ente è obbligato ad instaurare la procedura negoziata.

L’affidamento fiduciario, che si sarebbe registrato nel caso in oggetto, è consentito difatti per legge solo in relazione agli incarichi di studio, progettazione e direzione dei lavori ed accessori di collaudo d’importo non superiore ai 20 mila euro, come stabilito dall’assessorato regionale ai lavori pubblici con una direttiva. La consulta degli ordini degli ingegneri della Sicilia di Palermo, con una nota del novembre 2009, aveva evidenziato l’illegittimità della delibera municipale, per la violazione dei principi di parità di trattamento, proporzionalità, trasparenza e non discriminazione, determinandone la revoca in autotutela, intervenuta con una successiva delibera di giunta.