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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1257
POZZALLO - 29/12/2010
Cronache - Modica: la richiesta del procuratore Francesco Puleio dopo le indagini della Guardia di finanza

Chiesto rinvio a giudizio per 6 dipendenti Asp assenteisti

Si tratta dei dipendenti dell’Azienda sanitaria 7 di Ragusa in servizio negli uffici di medicina legale e d’igiene di Pozzallo Foto Corrierediragusa.it

Strisciavano il badge e si assentavano dal posto di lavoro durante l’orario d’ufficio. E’ la prassi da qualche tempo seguita da sei dipendenti dell’Azienda sanitaria 7 di Ragusa in servizio negli uffici di medicina legale e d’igiene di via Alcide De Gasperi a Pozzallo. Una cattiva abitudine adesso costata ai sei imputati la richiesta rinvio a giudizio, con l’accusa di truffa aggravata e continuata in concorso.

I fatti erano emersi nel marzo scorso, nell’ambito del blitz antiassenteismo condotto dalla Guardia di finanza non solo a Pozzallo, ma anche a Modica, dove numerosi dipendenti comunali, sia dell’Asp 7 che del comune, furono trovati fuori dagli uffici, quando invece avrebbero dovuto lavorare. Un dipendente comunale di palazzo San Domenico è stato nel frattempo licenziato in tronco dall’ente, mentre le posizioni degli altri assenteisti sono ancora al vaglio della magistratura.

Per i sei dipendenti dell’azienda sanitaria in servizio nella cittadina marinara il procuratore Francesco Puleio ha invece adesso avanzato richiesta di rinvio a giudizio. Sarà il giudice per le udienze preliminari a decidere. Stando a quanto emerso dalle indagini, i sei imputati si sarebbero assentati regolarmente dal lavoro, ma non prima d’aver strisciato il badge nell’apposita macchinetta elettronica, per attestare falsamente la loro presenza in ufficio, quando invece erano materialmente fuori dalla struttura.

I sei dipendenti, ovviamente, non segnalavano il loro allontanamento, evitando di passare di nuovo il badge nel dispositivo che certifica l’entrata e l’uscita dall’edificio. Stando alle accuse, gli imputati si assentavano per motivi personali, spesso futili e comunque estranei al servizio, senza chiedere il formale permesso al responsabile della struttura. Con questo comportamento fraudolento, è stata indotta in errore l’amministrazione dell’Asp 7, facendo risultare orari di entrata ed uscita non rispondenti a quelli effettivi.

In questo modo i dipendenti si procuravano l’ingiusto profitto corrispondente alla retribuzione indebitamente percepita mentre erano fuori dai rispettivi uffici, cagionando un danno economico al datore di lavoro. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio.