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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1416
PALERMO - 11/07/2016
Cronache - Il gup ha disposto anche 7 rinvii a giudizio e 4 proscioglimenti

Spese pazze Ars: 2 anni a Leontini

L’accusa era di peculato Foto Corrierediragusa.it

Nonostante avesse spiegato per filo e per segno ogni spesa contestata nell’ambito del procedimento giudiziario sulle cosiddette «spese pazze» all’Ars, e la contestuale richiesta di giudizio con il rito abbreviato, per l’ex parlamentare ibleo e capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini (foto) è scattata la condanna per il reato di peculato a due anni di reclusione, pena sospesa, e al pagamento di 51mila euro di multa. Così si è espresso il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Palermo, che ha addebitato a Leontini solo tre episodi rispetto alle 18 contestazioni complessive per le quali era stato assolto. La condanna a due anni è invece scattata per i regali natalizi ad autorità istituzionali e civili, nel solco di una tradizione ventennale, per una contravvenzione di 51 euro di cui non si trova traccia nella contabilità del gruppo parlamentare, e per un’altra multa di 67 euro che risulta da un bollettino in riferimento all’auto blu di rappresentanza. Tra le altre contestazioni per le quali Leontini aveva spiegato ogni movimento, e da cui era stato assolto, spiccavano i 7 mila 100 euro per acquisti in una gioielleria di Modica, 210 euro per due piatti di cristallo, 486 euro per un servizio di sei tazze, 236 euro per tre piatti da portata in acciaio, 15 euro per un cesto floreale e 237 euro che sarebbero stati spesi al supermercato per comprare panettoni, pandori e bottiglie di spumante.

Sulla sentenza di condanna si esprime il legale di fiducia di Leontini, l’avvocato Salvatore Campanella: «Sono curioso di leggere le motivazioni, che saranno depositate entro 90 giorni, e poi faremo appello. Sono difatti convinto che anche per queste contestazioni – conclude il legale – il mio assistito dimostrerà la sua buona fede nelle opportune sedi, chiarendo ogni passaggio, come già fatto per altri episodi contestati e dai quali è stato del tutto prosciolto».

L’altro esponente politico che aveva avanzato richiesta di giudizio abbreviato è Cateno De Luca, di Mpa, per il quale è arrivata invece l’assoluzione. Per quest’ultimo e per Leontini la pubblica accusa aveva chiesto la condanna a due anni e due mesi di reclusione ciascuno. Gli anni cui si riferiscono i fatti vanno dal 2008 al 2012. Il gup ha ritenuto congrua la ricostruzione fatta dalla procura di Palermo per quanto riguarda le spese di Innocenzo Leontini, assolvendo invece De Luca. Nella stessa udienza il gup ha rinviato a giudizio altri sette capigruppo, sempre per peculato, e ne ha prosciolti quattro perché il fatto non sussiste. Vanno a giudizio Cataldo Fiorenza, Salvo Pogliese, Rudy Maira, Giulia Adamo, Nunzio Cappadonna, Livio Marrocco e Giambattista Bufardeci.

I quattro prosciolti da tutte le accuse sono Marianna Caronia, Francesco Musotto, Paolo Ruggirello e Nicola D’Agostino. Quella di Leontini è la prima condanna che si registra nel procedimento giudiziario scaturito dall’inchiesta sulle cosiddette «spese pazze» all’Ars e che all’epoca sollevò un gran polverone, mediatico e non solo.