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PALERMO - 20/06/2013
Cronache - Caso Ciapi e sistema Giacchetto scuotono le fondamenta della Regione siciliana

Scandalo Formazione: coinvolto Incardona

Diciassette arresti e 43 indagati per corruzione o di finanziamento illecito ai partiti, oppure di entrambi i reati
Foto CorrierediRagusa.it

Assessori, deputati, dirigenti e burocrati della Formazione professionale vivevano nel lusso e nel benessere, nel mare magnum della corruzione, mentre il personale della Formazione aspetta ancora gli stipendi da un anno e passa e per fare la spesa vende l’oro ricevuto in eredità o si fa prestare soldi da parenti: gli allievi dei corsi, veri o fantasma, attendono il gettone delle presenze alle lezioni. Un connubio di malaffare, secondo le accuse dei magistrati palermitani illuminati dai pentiti Colli e Vitale, che andava avanti tra gli assessorati alla Formazione professionale e al Turismo, collettori di bustarelle e privilegi da fare accapponare la pelle. Se Franco Battiato li avesse chiamato «escort», anziché «troie», le donne che giravano nella giostra della politica, probabilmente non sarebbe stato «licenziato» da Crocetta! In politica conta anche lo stile linguistico!

Nel giro vorticoso di questo ennesimo scandalo tutto siciliano, che non ha nulla da invidiare a quelli delle regioni Lazio, Lombardia e Veneto, è finito anche l’ex assessore alla Formazione Carmelo Incardona, vittoriese, per almeno 3 lustri l’uomo che ha fatto sognare la politica vittoriese stanca di comunismo e del trentennio aielliano; capace di scalare tutte le tappe in brevissimo tempo ottenendo la rielezione all’Ars varie volte con affermazioni plebiscitarie, di diventare presidente della Commissione regionale antimafia e assessore alla Formazione fino a quando non entrò in rotta di collisione con il governatore Raffaele Lombardo. Un percorso con più casacche politiche: prima Alleanza nazionale, poi Pdl, infine Grande Sud con Gianfranco Micciché. La sconfitta al ballottaggio, nonostante l’accordo anomalo con Francesco Aiello, contro Giuseppe Nicosia ha segnato la fine politica di Incardona.

Adesso quell’ente mangia-soldi che era il Ciapi e il sistema Giacchetto hanno coinvolto Incardona nella bufera dell’inchiesta che ha spalancato la porta del carcere a Luigi Gentile e a Gianmaria Sparma e indagato politici del calibro di Francesco Scoma, Santi Formica, Lino Leanza e tanti dirigenti regionali inamovibili che hanno comandato più degli assessori come Rino Lo Nigro. Prim’attore di questo scandalo in salsa siciliana, Faustino Giacchetto. Secondo i pentiti sopracitati, tutto ruotava attorno al lui. Sarebbe stato lo spartitraffico delle attività illecite contestate dai magistrati palermitani. I reati per i quali devono rispondere i 17 arrestati e la miriade di burocrati e dirigenti indagati sono: associazione a delinquere, corruzione, truffa e false fatturazioni. Gli indagati in totale sono 43, tra cui tanti politici, come detto, chiamati a rispondere di corruzione o di finanziamento illecito ai partiti, oppure di entrambi i reati. Diverse società e milioni di euro sono stati sequestrati. Eppure i corsi sulla "Legalità e l´etica" per burocrati e dipendenti regionali (da come si legge nella foto) li fanno. Evidentemente i maestri non sono all´altezza di insegnare e di formare!