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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 576
PALERMO - 15/12/2011
Cronache - Nel 2008 l’ex titolare della "Crespi ricerche" era stato a Modica nel giugno 2008 per le Regionali

Crac Hdc, l´ex sondaggista Luigi Crespi condannato a 7 anni: "Pena non coerente"

Assolti il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il parlamentare del Pdl Alfredo Messina
Foto CorrierediRagusa.it

L´ex sondaggista Luigi Crespi (nella foto durante la sua visita a Modica nel 2008 in corso Umberto Primo) è stato condannato a 7 anni di reclusione per il crac dell´Hdc. Assolti il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il parlamentare del Pdl Alfredo Messina. I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano presieduti da Laura Cairati, oltre a Luigi Crespi, interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, hanno anche condannato a quattro anni di reclusione il fratello Ambrogio, anche lui ex componente del cda della holding della comunicazione poi fallita; a 2 anni e 6 mesi Ferdinando Superti Furga in qualità di presidente del collegio sindacale della società dal 2001 al 2003 e a 2 anni Fulvio Pravadelli, ex consigliere delegato dell´area amministrazione e finanza di Publitalia ´80. Luigi Crespi, in solido con altri condannati, dovrà pagare una provvisionale complessiva di 5 milioni e 200 mila euro, dei quali 3 milioni e 500 mila euro per Hdc Spa.

«PENA NON COERENTE»
«Sono stato condannato a 7 anni per il crac relativo ad Hdc. L´ammontare della pena mi sorprende perché la considero non coerente con la censura delle mie responsabilità, ammesse fin dal primo momento», scrive l´ex sondaggista in una nota. «Nella vita è giusto che chi ha sbagliato paghi - aggiunge -. Quello che mi ferisce è l´assoluzione dei protagonisti bancari e finanziari, anche soci di Hdc, la cui responsabilità è stata correttamente indagata dai pubblici ministeri». «Nel guardare a questa vicenda ho l´impressione che quasi non mi riguardi e che appartenga ad un´altra vita», scrive ancora Crespi. Tuttavia «questo non ridurrà la convinzione e la forza con cui ricorrerò in appello per tutelare la mia buona fede e quella dei miei congiunti, coinvolti indebitamente in questa vicenda. Sono certo che l´appello ripristinerà la giustizia», conclude.

LA SODDISFAZIONE
«Siamo molto contenti per l´assoluzione che finalmente è arrivata, dopo un processo durato molto tempo», è il commento a caldo dell´avvocato Lucio Lucia, difensore di Fedele Confalonieri, assolto «perché il fatto non è previsto dalla legge come reato» dall´accusa di favoreggiamento nel processo Hdc. «Francamente - continua il legale - era difficile comprendere come potesse aver compiuto un favoreggiamento non avendo mai avuto contatti, né possibilità di interferire con Crespi». Oltre a Confalonieri, è stato assolto anche il vice presidente vicario di Mediolanum e senatore del Pdl, Alfredo Messina, anch´egli accusato di favoreggiamento.

LE RICHIESTE DELL´ACCUSA
La procura aveva chiesto la condanna per l´ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani a tre anni e sei mesi, l´ex ad di Efibanca, Enrico Fagioli a quattro anni, l´ex consigliere delegato di Publitalia ´80, Fulvio Pravadelli a due anni, e Alfredo Messina, parlamentare del Pdl ed ex vice presidente di Mediolanum a un anno. Le accuse, a vario titolo, andavano dalla bancarotta fraudolenta al falso in bilancio al favoreggiamento. L´accusa di falso in bilancio, contestata a una parte degli imputati, secondo l´avviso di chiusura indagini, riguarda la circostanza di «aver esposto nella relazione dell´esercizio 2002 di Hdc fatti materiali non corrispondenti al vero in ordine dalla situazione economico-patrimoniale della società e in particolare per avere iscritto all´attivo dello stato patrimoniale crediti inesistenti, inesigibili o irrealizzabili». Inoltre, secondo l´accusa, Crespi in concorso tra l´altro con Fagioli (Efibanca), invece assolto «perché il fatto non costituisce reato», avrebbe cagionato «il dissesto della Hdc spa, in quanto, pur consapevole della falsità del bilancio di esercizio 2002», avrebbe contribuito «alla sua approvazione».

I REATI
Tra i reati contestati c´è anche quello di bancarotta preferenziale, perché Crespi, in concorso con altri, «con la consapevolezza dello stato di insolvenza della società Hdc spa» favoriva il creditore Publitalia ´80 con pagamenti a cavallo tra il 2002 e il 2003 pari a circa 22 milioni di euro. Secondo la ricostruzione fatta dalla procura di Milano, tra i motivi del buco del gruppo Hdc, Crespi avrebbe versato soldi tra il 2000 e il 2001 alle reti tv Telelombardia e Antenna 3 «a uso esclusivo beneficio di Mediaset», come «forma di indennizzo» per un presunto trattamento di favore che Mediaset avrebbe concesso a Italia 7 Gold, alla quale si ipotizza venivano venduti programmi sottocosto. Questi soldi sarebbero stati versati alle due tv per agevolare Mediaset e da questo deriva l´accusa di favoreggiamento contestata a Fedele Confalonieri (assolto). I pagamenti, per l´accusa, erano stati fatti da Hdc «a fronte di fatture per operazioni inesistenti in quanto relative a fittizi contratti d´acquisto di spazi pubblicitari o consulenze».

Repubblica.it