Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 907
MODICA - 04/07/2010
Cronache - Modica: il giudice ha deciso per la scarcerazione di Gianfranco Caccamo

Scarcerato il dipendente assenteista del Cup

Dopo la convalida dell’arresto effettuato dalla polizia e l’interrogatorio in carcere Foto Corrierediragusa.it

E’ stato scarcerato il dipendente «fantasma» dell’Asp 7 Gianfranco Caccamo (nella foto), 53 anni. Si tratta dell’impiegato, che, stando alle indagini della Polizia, percepiva mensilmente lo stipendio di mille 500 euro senza comunque svolgere un solo giorno di lavoro. E’ stato il giudice per le indagini preliminari Patricia Di Marco a decidere per la remissione in libertà dell’uomo, dopo la convalida dell’arresto effettuato dalla polizia e l’interrogatorio in carcere.

Caccamo ha chiarito la sua posizione dinanzi al magistrato, che, accogliendo la richiesta del difensore, ha ritenuto non sussistessero le condizioni per il mantenimento della custodia cautelare in carcere, decidendo di conseguenza di rimettere in libertà l’uomo, che è stato comunque interdetto in via temporanea dai pubblici uffici. Pare che le responsabilità di questa singolare vicenda, che si sarebbe protratta da alcuni anni, siano da ricercare anche tra i diretti superiori di Caccamo. Su questo punto si baserebbe la strategia difensiva del legale dell’uomo, che avrebbe da parecchio tempo richiesto ai vertici dell’Asp 7 una diversa collocazione sul posto di lavoro.

Caccamo era difatti privo di un ufficio e persino di una scrivania. Alla luce di ciò, lo stesso dipendente avrebbe invano chiesto ai suoi superiori che gli venissero assegnate mansioni attinenti alla sua qualifica di amministrativo. Ma, stando a quanto dichiarato dal dipendente al giudice, nessuna risposta sarebbe mai giunta in tal senso, al punto che lo stesso Caccamo si sarebbe trovato in difficoltà nel chiedere le ferie o nel prendersi le giornate di malattia, visto che egli stesso non sapeva a quale dirigente indirizzare le richieste. A questo proposito, l´Asp 7 avrebbe avviato una indagine interna.

Stando alle indagini della polizia, Gianfranco Caccamo avrebbe da parecchi anni preso l’abitudine di timbrare il cartellino nel palazzo di vetro di via Aldo Moro, noto come Cup, centro unico di prenotazione, per poi uscire subito e recarsi al bar a leggere i giornali e a sbrigarsi altre faccende personali. Il dipendente, che pare trovasse pure il tempo per rilassarsi a casa, avrebbe fatto rientro solo a fine giornata nel luogo di lavoro, allo scopo di «strisciare» il badge per l’uscita.