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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1171
MODICA - 01/07/2010
Cronache - Modica: manette per il modicano di 53 anni Gianfranco Caccamo

Arrestato dipendente. Timbrava il badge al Cup e andava via

Le manette sono scattate per falso ideologico e truffa aggravata e continuata
Foto CorrierediRagusa.it

Al suo confronto, i ben noti fannulloni tanto odiati dal ministro Brunetta sono degli stacanovisti. Per un impiegato di Modica, difatti, il lavoro era un optional, pur percependo indebitamente ogni mese lo stipendio pagato dai contribuenti. Il dipendente «fantasma» dell’Azienda sanitaria provinciale 7 di Ragusa aveva da parecchi anni preso l’abitudine di timbrare il badge nel palazzo di vetro di via Aldo Moro, noto come Cup (nella foto), per poi uscire subito e recarsi al bar a leggere i giornali e a sbrigarsi altre faccende, rigorosamente personali.

Il dipendente, che trovava pure il tempo per rilassarsi a casa, faceva rientro solo a fine giornata nel luogo di lavoro, allo scopo di timbrare il badge per l’uscita. Adesso l’uomo è stato arrestato dalla polizia. Il «giochino» di Gianfranco Caccamo, 53 anni, di Modica, è durato così a lungo perché nessuno si accorgeva dell’assenza quotidiana del dipendente, in quanto sprovvisto di una scrivania e di un ufficio. Incredibile ma vero, pare che all’impiegato non fosse mai stata affidata una mansione specifica, se non la generica qualifica di «amministrativo».

In altre parole, Gianfranco Caccamo risultava tra le persone in organico all’Asp 7, ma, tuttavia, non avrebbe mai svolto nessun compito all’interno della struttura. Neanche lo stesso dipendente sarebbe stato in grado di spiegare ai poliziotti che lo hanno arrestato quale fosse la sua funzione all’interno della struttura, che, tra le altre cose, funge anche da centro unico di prenotazione, il cosiddetto Cup. Nonostante questa situazione ai limiti del kafkiano, Gianfranco Caccamo si portava ogni mese a casa uno stipendio di mille 500 euro, per non fare assolutamente nulla, tranne che timbrare il badge in entrata e in uscita.

Né i colleghi di Caccamo, né i suoi superiori, si erano mai chiesti in tanti anni di servizio quali mansioni svolgesse il dipendente nel palazzo di vetro. E Caccamo aveva approfittato della paradossale situazione. Adesso però le manette sono scattate per falso ideologico e truffa aggravata e continuata in danno dell’Asp 7. Meglio tardi che mai. La polizia, diretta dal vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino e coordinata dall’ispettore Rosario Sigona, aveva già fiutato puzza di bruciato nell’ambito del blitz antiassenteismo effettuato lo scorso maggio, in sinergia con la guardia di finanza, sia al palazzo di vetro, sede del Cup, sia a palazzo San Domenico, sede del comune.

Al vaglio degli inquirenti era finita anche la posizione tutta particolare di Gianfranco Caccamo, che, invece di cominciare a rigare dritto, sperando di farla franca, aveva continuato a farsi gli affari suoi, trascorrendo in giro le ore in cui invece si sarebbe dovuto trovare in ufficio. In questi giorni i poliziotti hanno seguito i movimenti di Caccamo, accertando che il dipendente trascorreva solo qualche minuto nel palazzo di vetro, giusto il tempo di timbrare il cartellino.

Poi usciva per recarsi quotidianamente in edicola, al bar, al panificio e in diversi altri posti per svagarsi o fare la spesa. Il dipendente si dirigeva poi nella sua abitazione per «ritemprarsi». Tornava infine al palazzo di vetro solo per «strisciare» il badge all’orario d’uscita, in modo tale da simulare d’aver trascorso in ufficio la giornata di lavoro e poter così incassare lo stipendio, in maniera palesemente illegittima, a spese dei contribuenti.

Un modus operandi tanto semplice quanto efficace, se è vero che Caccamo sia riuscito per anni a farla franca, sotto il naso di colleghi e diretti superiori, che non si erano mai chiesti dove finisse il loro collega durante l’orario di lavoro, visto che era sprovvisto di scrivania e ufficio. Peraltro non erano neanche previsti per Caccamo incarichi da svolgere all’esterno del palazzo di vetro o in qualche sede distaccata.

Sotto, la foto di Gianfranco Caccamo, il dipendente dell´Asp 7 arrestato. Cliccateci per ingrandirla

Gianfranco Caccamo