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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 886
MODICA - 11/06/2010
Cronache - Scicli: la lunga vicenda giudiziaria ha preso le mosse nel 2008

Assolti anziani che avrebbero abusato di una disabile

I nove imputati si erano sempre detti estranei ai fatti loro contestati

Due assoluzioni e sette non luogo a procedere. Si è concluso in questi termini il processo in udienza preliminare a carico dei nove «nonni» di Scicli accusati di violenza sessuale aggravata, lesioni, sequestro di persona e minacce aggravate con uso di coltello ai danni di una ragazza sciclitana in inferiorità psichica.

A seguito della sentenza di assoluzione emessa dal giudice, i nove imputati possono di nuovo camminare a testa alta, essendosi vista restituita quella dignità che era stata compromessa dalle gravi accuse. I nove anziani si erano sempre detti estranei ai fatti loro contestati, e che gettarono un alone scuro sulla cittadina di Scicli, per via dei fatti esecrabili addebitati agli interessanti, stando a quanto allora emerso dalle indagini.

I reati sarebbero stati commessi, secondo l´accusa, sino al 2008 a Scicli ai danni della giovane diversamente abile. Il giudice ha assolto con la formula «perché il fatto non sussiste» gli imputati Giovanni Trovato, 85 anni, il più anziano del gruppo, e Angelo Ereddia, che, tramite i loro rispettivi legali, avevano chiesto d’essere giudicati con il rito abbreviato. Il giudice ha invece stabilito il non luogo a procedere per Guglielmo Pallavicino, 63 anni, fioraio; Giovanni Borsa e Vincenzo Mirabella, entrambi di 78 anni; Antonino Magro, di 75; Giuseppe Paternò e Guglielmo Agosta. L’imputato Antonino Fidone, 79 anni, è nel frattempo deceduto.

Quattro degli imputati erano stati accusati anche di violenza sessuale di gruppo, per aver approfittato contemporaneamente della ragazza. Il procuratore Francesco Puleio aveva chiesto la condanna a nove anni per Trovato, l´assoluzione per insufficienza di prove per Ereddia ed il rinvio a giudizio per i restanti imputati.

Stando a quanto all’epoca accertato dalle forze dell’ordine, gli anziani avrebbero utilizzato un casolare abbandonato di contrada Lodderi per abusare della diversamente abile, che, non essendo in grado di intendere e di volere, avrebbe acconsentito alle presunte richieste degli anziani, i quali, stando a quanto a suo tempo emerso dalle indagini, si sarebbero «intrattenuti» in gruppo con la vittima.

Pare che qualcuno degli anziani si sarebbe vantato di queste circostanze in un frequentato bar della cittadina. Da qui sarebbe nato il passaparola che diede la stura alle indagini sfociate negli arresti. In origine furono sei gli anziani finiti in manette. Poi le indagini interessarono altre tre persone.