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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 832
MODICA - 13/05/2010
Cronache - Modica: c’è chi andava dal parrucchiere o addirittura al mare

Il sindaco Buscema: "Puniremo i dipendenti assenteisti"

Gli inquirenti hanno così potuto studiare i movimenti e le manovre di quanti hanno timbrato diversi cartellini per conto di altri colleghi o di chi non ha osservato l’orario di lavoro ricorrendo a stratagemmi vari e spesso fantasiosi Foto Corrierediragusa.it

Due telecamere hanno spiato per tre mesi i movimenti in entrata ed in uscita dei dipendenti di palazzo S. Domenico (nella foto la macchina del badge all´ingresso). Ieri gli uomini della Guardia di Finanza hanno smantellato le apparecchiature che sono state posizionate vicino alla macchinetta che legge i badge delle presenze ed al portone posteriore di ingresso di palazzo S. Domenico, che affaccia in via Pellico.

Gli inquirenti hanno così potuto studiare i movimenti e le manovre di quanti hanno timbrato diversi cartellini per conto di altri colleghi o di chi non ha osservato l’orario di lavoro ricorrendo a stratagemmi vari e spesso fantasiosi. Polizia e finanzieri sono dunque andati a colpo sicuro al momento dei controlli nella sede del comune ed erano già da tempo a conoscenza di metodi e tempi utilizzati da alcuni dipendenti per evitare qualche ora di lavoro.

L’installazione delle due telecamere è sfuggita ai più visto che si è trattato di due apparecchi di dimensioni molto contenute e, ricorda qualcuno degli impiegati, quando sono state montate sono arrivati tecnici delle Telecom ad installarle e a collegarle ad una centralina telefonica. Nessuno ha mai pensato che potessero servire al monitoraggio delle presenze. Altri particolari emergono dopo il blitz di lunedì e riguardano anche filmati che sono stati girati al di fuori o nei pressi di palazzo S. Domenico per documentare entrate ed uscite soprattutto nelle giornate in cui sono calendarizzati i rientri.

C’è anche chi riferisce di un paio di impiegate che nel pomeriggio si sono recate a fare la spesa o addirittura dal parrucchiere nonostante risultassero regolarmente al lavoro visto che il cartellino era timbrato. Nei confronti di un’altra impiegata due agenti donna della guardia di finanza hanno proceduto poi alla perquisizione personale nei bagni di palazzo S. Domenico per il fondato sospetto che l’impiegata fosse in possesso di un buon numero di cartellini.

Le storie si susseguono e si rincorrono come quella che vuole un altro giovane impiegato sdraiato al sole della spiaggia di Marina di Modica e rientrato in tutta fretta, ma inutilmente, in città dove ha trovato sbarrate le porte di ingresso di palazzo S. Domenico. Il dato più vero del dopo blitz è la ricerca immediata di avvocati in città che sono stati subito incaricati dai loro clienti di seguire il caso visto che a breve gli interessati saranno chiamati a rendere le loro controdeduzioni agli ufficiali della polizia giudiziaria.

Certo è che a palazzo S. Domenico le porte degli uffici sono rimaste chiuse, pochi gli impiegati nei corridoi e la timbratura dei cartellini è stata osservata in modo puntuale tra le 13.45 e le 14 con una fila insolitamente silenziosa e lunga. Sul caso è intervenuto in forma ufficiale il sindaco Antonello Buscema che rivendica alla sua amministrazione l’emanazione in tempi non sospetti di due circolari contenenti le direttive sulla rilevazione delle presenze e sulla fruizione dei riposi compensativi.

Il sindaco resta in attesa degli esiti dell’indagine, si dice convinto della correttezza e della abnegazione di gran parte degli impiegati, ma non intende fare sconti a quanti si saranno resi responsabili di gravi regolarità. «Applicherò rigorosamente le sanzioni previste dalla legge –dice Antonello Buscema- Nessuna tolleranza verso chi ha danneggiato l’immagine dell’ente e mancato di rispetto verso gli stessi suoi colleghi che garantiscono i servizi alla città».