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MODICA - 13/05/2010
Cronache - Modica: i risultati del blitz antiassenteismo di Polizia e Guardia di finanza

Modica: truffa aggravata e falso ideologico per gli impiegati comunali?

Sono stati sequestrati due personal computer, incartamenti, tabulati, registri delle presenze e tesserini Foto Corrierediragusa.it

Sono prospettabili le ipotesi di reato di truffa aggravata e falso ideologico a carico dei 36 dipendenti del comune di Modica e dell’Azienda sanitaria provinciale 7 di Ragusa indagati nell’ambito del blitz antiassenteismo di Guardia di finanza e Polizia. Ma il numero degli indagati è destinato ad aumentare, visto che le indagini sono ancora in corso.

Sono stati sequestrati due personal computer, incartamenti, tabulati, registri delle presenze e tesserini elettronici. E’ stata altresì effettuata una perquisizione nell’auto di un dipendente del centro unico di prenotazione (Cup) dell’Asp 7, ubicato nel palazzo di vetro di via Aldo Moro. Il blitz è stato effettuato martedì pomeriggio, dalle 15,05 alle 17 circa, in un’operazione congiunta tesa ad accertare eventuali negligenze dei dipendenti sul posto di lavoro, a cominciare dalle assenze ingiustificate durante l’orario d’ufficio.

A fronte di 68 impiegati che sarebbero dovuti in quel momento essere fisicamente presenti negli uffici comunali di palazzo San Domenico, come dalla rilevazione dei tabulati delle presenze, solo 43 sono stati identificati e trovati regolarmente sul posto di lavoro da finanzieri e poliziotti. Alcuni di questi dipendenti sono stati trovati in possesso di dieci tesserini elettronici, o badges, regolarmente timbrati, appartenenti a dipendenti comunali non presenti nella sede del comune al momento del blitz. I tesserini elettronici pertanto sono stati sottoposti a sequestro penale.

Un corposo fascicolo con i dati e le testimonianze raccolti dalle forze dell’ordine sono stati inviati alla procura, che dovrà adesso valutare le posizioni dei singoli dipendenti che non sarebbero stati trovati in ufficio quando invece ci sarebbero dovuti essere. Pare che per alcuni impiegati le responsabilità potrebbero risultare marginali, in quanto si sarebbero allontanati dalle rispettive scrivanie solo per comprare qualcosa da mangiare prima di tornare in ufficio.

Martedì e giovedì sono difatti le giornate di rientro pomeridiano. Per questi dipendenti non dovrebbe scattare nessuna sanzione, a differenza degli altri impiegati trovati invece in possesso dei badges di altri colleghi per timbrarli al loro posto, circostanza questa rigorosamente vietata dalla legge. Gli impiegati sono stati sentiti dalle forze dell’ordine in merito all’atipica circostanza.

All’esterno di palazzo San Domenico sono stati inoltre identificati dalle Fiamme gialle e dagli agenti del commissariato circa una ventina di impiegati, la cui posizione risulta attualmente al vaglio della magistratura. Come accennato, la Polizia ha altresì effettuato un ulteriore blitz, in contemporanea a quello della sede del comune, nel palazzo di vetro di via Aldo Moro, di fronte all’ospedale Maggiore, dove ha sede il Cup, alle dirette dipendenze dell’Asp 7. In questo caso, a fronte di 29 tra impiegati e medici che sarebbero dovuti essere in servizio, solo 17 sono stati trovati dagli agenti nei rispettivi uffici.

Due impiegati, peraltro, sono stati trovati in possesso di sei badges appartenenti ad altri dipendenti, al momento del controllo risultati assenti dal posto di lavoro. Successivamente si è proceduto alla verbalizzazione delle dichiarazioni degli indagati, mentre altri colleghi sono stati sentiti dai poliziotti in qualità di persone informate sui fatti, per i successivi approfondimenti investigativi. Le indagini, che proseguono in queste ore, sono coordinate dal procuratore capo del tribunale Francesco Puleio e dal sostituto procuratore Gaetano Scollo.

(Nella foto l´ingresso di palazzo San Domenico, sede del comune)