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MODICA - 28/11/2007
Cronache - Modica - Era accusato anche di lesioni e minacce ad un cittadino

Vigile urbano condannato
a un anno di carcere
per falso in atto pubblico

Falsificò la firma dell’automobilista multato, anch’egli condannato a 4 mesi di carcere. Per entrambi pena sospesa. Foto Corrierediragusa.it

Sono stati entrambi condannati i due protagonisti del processo per falso, lesioni e minacce comparsi ieri mattina dinanzi al giudice Patricia Di Marco nella duplice veste di imputati e parti offese. Si tratta dell’agente di polizia municipale Angelo Bonomo, 55 anni, e del 47enne modicano Giovanni Antoci.

Mentre il vigile urbano è stato condannato a un anno di carcere e all’interdizione dai pubblici uffici per la medesima durata, all’automobilista sono stati inflitti quattro mesi di reclusione. Bonomo è stato condannato solo per il reato di falso, venendo assolto dalle accuse di lesioni e minacce, le medesime per le quali invece è stato condannato Antoci. I due, difesi dagli avvocati Giovanni Favaccio e Salvo Maltese, hanno potuto beneficiare della sospensione condizionale.

Nelle precedenti udienze, i cinque colleghi del vigile urbano condannato si erano trincerati dietro una serie di «non ricordo», inducendo il giudice ad ammonirli ad essere più precisi, essendosi sfiorata la reticenza. Bonomo aveva rigettato le accuse, ridimensionando l’episodio verificatosi in centro storico nel marzo 2003 e che vide protagonista anche Antoci.

L’alterco scoppiò per via di una contravvenzione elevata dal vigile all’automobilista, che aveva parcheggiato in piazza Principe di Napoli per recarsi a palazzo San Domenico per pochi minuti, come specificato nel biglietto lasciato sul parabrezza. Stando a quanto riferito in aula da Antoci, il vigile elevò il verbale, impedendogli poi di firmarlo, avendoglielo strappato dalle mani dopo averlo spintonato.

Per avere conto e ragione, Antoci si recò al comando di polizia municipale, dove si registrò il secondo alterco tra i due. Un agente dovette intervenire per sedare gli animi, dividendo i due. Su Bonomo pendeva anche l’accusa di falso in atto pubblico in quanto, in calce al verbale risultò la firma apocrifa di Antoci.

(Nella foto Alberto Sordi nella celeberrima intepretazione del solerte agente del film "Il vigile")