Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:04 - Lettori online 839
MODICA - 19/03/2010
Cronache - Modica: Orazio Toscano, 39 anni, ha ammesso le proprie responsabilità dinanzi al magistrato

Reo confesso l´uomo che ha ucciso la moglie. Resta in cella

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto. Dopo l’autopsia sulla salma della vittima, è stato deciso di procedere con un esame istologico per determinare con certezza le cause del decesso
Foto CorrierediRagusa.it

Ha confessato tutto dinanzi al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modica Patricia Di Marco l’uxoricida che ha ucciso la moglie, sfondandole la testa con una grossa pietra, dopo aver tentato di strangolarla in auto. Orazio Toscano, 39 anni, difeso dall’avvocato Salvatore Poidomani, ha dichiarato al magistrato, che ha convalidato l’arresto, d’aver perso la testa dopo che la discussione con Maria Russo era sfociata in una lite.

Sarebbe quindi stato del tutto fuori di sé l’uomo quando ha serrato la gola della donna con una corda di canapa per le serrande, seguendola poi per strada, dove l’ha finita con una grossa pietra. La donna ha riportato lo sfondamento della testa, che Toscano ha ripetutamente sbattuto contro il guardrail. Stando a quanto dichiarato dall’uxoricida al magistrato, sarebbe stata l’ira incontrollabile del momento a spingerlo ad aggredire la donna, ma non con l’intenzione di ucciderla. Non ci sarebbe stata quindi premeditazione, visto che l’uomo avrebbe incontrato Maria Russo solo per parlare e farle fare un giro sulla Toyota Yaris nuova di concessionaria, che Toscano le avrebbe dovuto regalare per il compleanno. Maria Russo avrebbe difatti compiuto 36 anni domenica prossima.

I rapporti tra marito e moglie si erano deteriorati da tempo e, stando a quanto riferito dai vicini, pare che l’uomo vessasse la vittima, picchiandola in maniera frequente. Pare che, proprio a causa dell’atteggiamento violento dell’uomo, la separazione fosse ormai alle porte. Tuttavia Orazio Toscano sperava in un riavvicinamento. Al rifiuto della donna, però, è scattata la follia omicida. Intanto è stata eseguita ieri pomeriggio, nella camera mortuaria del cimitero comunale, l’autopsia sulla salma della vittima, restituita ai familiari per la celebrazione delle esequie funebri.

I primi esiti ufficiosi confermerebbero il decesso per lo sfondamento della calotta cranica, causato dalla grossa pietra utilizzata per colpire da Toscano, che avrebbe altresì sbattuta la faccia della donna contro il guardrail. Dei campioni epiletiali e dei frammenti ossei sono stati prelevati dalla salma della vittima per procedere all´esame istologico i cui esiti, tra circa un mese, dovrebbero fugare ogni dubbio. Intanto l´avvocato Poidomani ha nominato un perito di parte che affiancherà quello nominato dalla procura, vale a dire il medico legale Francesco Coco, che ha eseguito l´autopsia.

E proprio Coco si mantiene cauto sulle effettive cause del decesso di Maria Russo ma, a questo punto, pare che il principio di soffocamento causato dalla corda stretta attorno al collo non sia quindi stata la causa primaria della morte dei Maria Russo, che, difatti, era riuscita, seppur a fatica, a divincolarsi, scendendo dall’auto. Era stata tentata una rianimazione dall’ambulanza medicalizzata del 118, ma per la donna non c’era però più nulla da fare. L’omicida è stato sottoposto ad una visita medica, avendo egli stesso riportato delle lesioni durante l’aggressione alla moglie.

La donna, che teneva un profilo online sul social network Facebook, aveva «postato» un messaggio un paio d’ore prima della tragedia, dove scriveva «di non lasciare sempre tutto al destino, perché qualche volta bisogna anche dargli una mano». Pare che Maria Russo non sopportasse più le presunte angherie del marito, che la sospettava essergli infedele. Confidenze che lo stesso omicida avrebbe riferito anche a un paio di sacerdoti, ai quali si rivolgeva spesso per ottenere qualche aiuto economico per poter dare da mangiare ai tre figli, due maschi e una femmina, di 15, 10 e 7 anni.

I ragazzi sono stati affidati ad una zia materna. Intanto pare che l’omicida si sia chiuso nel silenzio più assoluto nella cella che lo ospita, dopo essersi confessato con il cappellano del carcere. Pare che solo in queste ore Orazio Toscano si stia rendendo conto di quel che ha fatto. A tal proposito, l’uomo potrebbe nei prossimi giorni essere sottoposto ad una perizia psichiatrica, per accertare se, quando ha posto fine all’esistenza della moglie, fosse del tutto in grado di intendere e di volere.

LA CRONACA DI UN TENTATIVO DI RIAVVICINAMENTO SFOCIATO NELL´OMICIDIO
Tenta di strangolare la moglie in auto con una corda di canapa e la finisce colpendola alla testa con una grossa pietra. Presenta i contorni del delitto passionale l’omicidio registratosi martedì sera al quartiere d’Oriente, nei pressi del cimitero comunale di contrada Piano Ceci.. Maria Russo, 35 anni, casalinga, è stata uccisa dal marito Orazio Toscano, di 39, operaio edile. L’uomo, in un incontrollato eccesso d’ira scaturito da un’accesa discussione in auto, ha serrato la gola della donna con una corda.

Maria Russo è riuscita a divincolarsi, scendendo dall’auto con le poche forze rimastegli. Ma Orazio Toscano l’ha raggiunta e le ha sfondato il cranio con una grossa pietra. L’uomo si è poi diretto a Ragusa in auto per raccontare tutto al cognato. Entrambi si sono presentati al comando provinciale dei Carabinieri. L’uxoricida, in stato confusionale, non ricordava nulla e non ha opposto nessuna resistenza all’arresto. Sul luogo dell’omicidio è invece giunta la Polizia, dopo una telefonata anonima.

E’ intervenuta anche l’ambulanza del 118 per tentare un intervento disperato di rianimazione, ma per la vittima non c’era più nulla da fare. Il collo della donna presentava i vistosi segni dello strangolamento, riuscito parzialmente. Ma era il viso ad essere del tutto devastato dai violenti colpi assestati dal con rabbia dall’omicida, che ha anche sbattuto la testa della donna contro il guardrail della stradina che costeggia il cimitero, dove i due coniugi si erano fermati.

Il cadavere è stato portato all’obitorio, in attesa dell’autopsia che dovrà accertare se la morte sia sopraggiunta per soffocamento o, più probabile, a causa dello sfondamento del cranio. Tra i due coniugi i rapporti si erano deteriorati fino a rischiare la separazione. Martedì sera il vano tentativo di riappacificazione. Orazio Toscano si era presentato nell’abitazione di via Nuova Sant’Antonio, nei pressi della stazione ferroviaria, invitando la moglie a fare un giro sulla Toyota Yaris appena uscita dalla concessionaria. Un regalo che l’uomo aveva offerto alla consorte per sanare i dissidi. Ma la discussione a bordo dell’auto non aveva assunto i toni auspicati da Toscano.

Ne era invece nato un acceso litigio sfociato nella tragedia. I particolari sono stati resi noti dal procuratore capo di Modica Francesco Pulejo, dal dirigente della Squadra mobile Francesco Marino, dal comandante provinciale dei Carabinieri Nicodemo Macrì e dal capitano Alessandro Loddo.

Orazio Toscano, l’uxoricida, non è nuovo a gesti eclatanti. Circa sei mesi fa, l’uomo minacciò di darsi fuoco a palazzo San Domenico con un accendino e una bottiglia di plastica piena di benzina. Un gesto estremo scaturito da problemi economici. Alla fine, ottenute dal sindaco le rassicurazioni che pretendeva, l’uomo recedette dal suo intento suicida. Da qualche tempo Orazio Toscano, originario di Lentini, ma da almeno un ventennio residente a Modica, lavorava stabilmente come operaio edile, mentre la moglie, casalinga, modicana, svolgeva in maniera occasionale le mansioni di donna delle pulizie.

La coppia viveva da circa dieci anni nel quartiere d’Oriente, dopo il trasloco dall’abitazione in affitto a Modica Alta. Nella piccola e modesta abitazione, Orazio Toscano e Maria Russo vivevano assieme ai tre figli, due maschi e una femmina, di 15, 10 e 7 anni. I ragazzi sono stati affidati ai familiari, mentre il padre è stato rinchiuso nel carcere di Piano del Gesù a Modica Alta

(Nella foto in alto di Cecilia Maggio la scena del delitto e, nel riquadro, l´uxoricida Orazio Toscano. Tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione. Sotto, una foto dei momenti felici della coppia, la pietra utilizzata per l´omicidio e un momento della conferenza stampa. Cliccate sulle foto per ingrandirle.)

Maria Russo, la vittima, con il marito Orazio Toscano in una foto dei momenti felici La pietra utilizzata da Orazio Toscano per colpire a morte alla testa la moglie Maria Russo Da sx Marino, Pulejo, Macrì e Loddo