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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 1193
MODICA - 27/02/2010
Cronache - Modica: bruciati 3 cassonetti e una Fiat Punto parcheggiata nei pressi

Modica: notte di fuoco in centro storico e fuga di gas

Sette famiglie evacuate, tra cui sei bambini e un ristorante seriamente danneggiato
Foto CorrierediRagusa.it

Un impianto di gas metano lambito dalle fiamme alte fino a 15 metri; un concreto rischio deflagrazione, per via una piccola perdita ancora in corso; sette famiglie evacuate, tra cui sei bambini; un ristorante seriamente danneggiato, un’auto distrutta e tre cassonetti della spazzatura liquefatti (nella foto).

E’ il resoconto della notte di fuoco vissuta loro malgrado dagli atterriti residenti di via Grana, nei pressi del pozzo Barone, nel cuore del centro storico, a pochi passi da corso Umberto I, il salotto buono della città. Per fortuna non si sono registrate vittime e nessun residente è rimasto ferito. L’obiettivo dei piromani erano proprio i cassonetti, che, interamente di plastica, hanno cominciato ad ardere come torce.

Sono stati gli stessi cittadini a chiamare i vigili del fuoco, che hanno incontrato serie difficoltà per raggiungere l’angusto vicolo alle spalle di via Vittorio Veneto. Non fosse stato per l’intervento, comunque rapido, dei pompieri, l’incendio doloso sarebbe potuto sfociare in tragedia. Le fiamme, come accennato, hanno difatti lambito l’impianto di gas metano gestito dalla Conscoop. In via precauzionale, alcune case sono state fatte evacuare per circa un’ora. Una mezza dozzina di bambini sono stati strappati dal sonno e condotti in strada dagli spaventati genitori. Sono stati vissuti momenti di autentico panico, mentre i vigili del fuoco lavoravano senza sosta. L’impianto del gas, parzialmente danneggiato, sta ancora comportando una piccola perdita, che, stando a quanto dichiarato dall’operaio della Conscoop dopo una accurato controllo, non sarebbe pericolosa per la pubblica incolumità.

I danni più ingenti sono stati riportati da un ristorante, il cui retro è andato parzialmente distrutto. Anche parte dei locali, tra cui il magazzino, sono rimasti anneriti dal fumo. Fuori uso la cappa esterna della cucina, l’impianto elettrico e quello di climatizzazione. I danni ammontano complessivamente a circa 18mila euro. Altri danni sono stati patiti anche da un residente, Massimo Criscione, la cui Fiat Punto verde è rimasta avvolta dalle fiamme.

«Ringrazio il buon Dio che tutto è finito per il meglio – dichiara Criscione – ma io sono comunque rimasto a piedi. Faccio il muratore, e tutta l’attrezzatura è andata distrutta assieme all’auto. Non so neanche come fare per andare al lavoro». Il modicano di 39 anni guarda sconsolato, assieme ad altri curiosi, gli operatori ecologici della ditta Puccia che ripuliscono il disastro. Proprio la ditta modicana, che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, ha subito un ulteriore danno di circa mille euro, con la distruzione di due cassonetti dei rifiuti e di un terzo per la raccolta differenziata.

Proprio alla Puccia erano stati bruciati meno di un mese fa circa una ventina di cassonetti in varie zone della città, al termine di un’azione concentrica ordita da alcuni malviventi, forse gli stessi che hanno agito anche l’altra notte, incuranti d’aver messo a repentaglio la vita di persone innocenti. La polizia non si sbilancia e attende l’esito delle indagini e delle prove raccolte ieri mattina dalla scientifica. Anche uno dei figli del titolare della ditta Puccia ha preferito non rilasciare dichiarazioni, limitandosi a dire che saranno gli inquirenti a far luce su questi inquietanti episodi.

FOTO FABIO BLANDINO - VIETATA LA RIPRODUZIONE, TUTTI I DIRITTI RISERVATI

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