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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1264
MODICA - 22/02/2010
Cronache - Modica: arrestato uno dei 2 autori del colpo da 20mila euro alla Bapr di corso Umberto

D´Amico ed il suo complice lasciano le mazzette civetta

In carcere il pregiudicato catanese di 48 anni, il complice avrebbe le ore contate Foto Corrierediragusa.it

Si cominciano a delineare i dettagli della rapina alla filiale del Bapr di corso Umberto consumato due settimane fa. La squadra mobile di Ragusa ha intanto assicurato alla giustizia un pregiudicato catanese, Giuseppe D’Amico, 48 anni,(nella foto con due agenti della Squadra Mobile) ritenendolo uno dei due autori materiali della rapina che ha fruttato venti mila euro in contanti.

Giuseppe D’Amico si trova ora rinchiuso presso la casa circondariale di Piano del Gesù in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Maurizio Rubino su richiesta del sostituto procuratore Gaetano Scollo. Giuseppe D’Amico è stato individuato grazie al lavoro svolto dagli uomini della squadra mobile ragusana sotto le direttive del vicequestore Francesco Marino in collaborazione con la Digos di Catania.

L’uomo infatti ha agito in modo molto spregiudicato e sicuro ed ha «affinato» queste sue doti in altre rapine consumate nella zona di Catania. Nonostante Giuseppe D’Amico si fosse coperto il volto in modo parziale con il cappuccio del giubbotto che indossava, non ha potuto celare la sua identità alle immagini delle telecamere a circuito chiuso che hanno aiutato gli inquirenti a risalire all’uomo. La polizia è alla ricerca del complice di D’Amico, a quanto pare un suo concittadino, attorno al quale si sta stringendo il cerchio. Novità in questo senso potrebbero giungere dal momento all’altro.

Dalla ricostruzione della squadra mobile emergono anche i dettagli della fuga dei due rapinatori. A rapina compiuta, dopo essersi fatti aprire la porta di sicurezza da una delle cassiere della banca, i due sono scappati dirigendosi verso una macchina che era parcheggiata a poche centinaia di metri dalla banca, alla fine di corso Umberto. Questa autovettura è risultata rubata ma è stata lasciata poco più in là per non destare sospetti. I due malviventi infatti sono scesi dalla macchina e si sono diretti verso due autovetture «pulite»; da stabilire se a bordo delle due macchine si trovavassero altrettanti complici che hanno condotto i due autori materiali della rapina al sicuro o se siano stati essi stessi a guidare e far perdere le tracce uscendo indisturbati dal centro della città.

E’ stata inoltre data una spiegazione del perché i rapinatori si sono «accontentati» dei venti mila euro prelevati presso le tre casse della banca piuttosto che puntare alla cassaforte che in quel momento, erano le 15.10, era aperta. La paura di incappare in qualche mazzetta di denaro civetta che avrebbe potuto subito destare l’allarme ha indotto Giuseppe D’Amico a desistere anche per accelerare i tempi di una azione che comunque si è consumata in non più di trenta secondi.

Proprio la fulmineità dell’azione e la sicurezza con cui il colpo è stato messo a segno ha subito portato la polizia a battere la pista di rapinatori venuti dal catanese, con alle spalle una buona esperienza, capaci di introdursi all’interno della filiale con un taglierino che hanno puntato contro i cassieri e contro il direttore di sala ai quali non è rimasto altro, come peraltro ai trenta clienti che erano in attesa di essere serviti, che abbozzare ed obbedire alle richieste dei due malviventi.