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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 537
MODICA - 20/02/2010
Cronache - Modica: è stata posta la parola "fine" ad un procedimento lungo 16 anni

Processo La Monica, in Cassazione giustizia a metà

La vicenda del ragazzo di 23 anni morto all’ospedale Maggiore di Modica, per botulismo non diagnosticato il 10 settembre del 1994 dopo appena qualche giorno di ricovero

La Corte di Cassazione mette la parola fine al processo La Monica. Ci sono voluti sedici anni per arrivare alla sentenza definitiva sul caso di Lorenzo La Monica, 23 anni, morto all’ospedale Maggiore di Modica, per botulismo non diagnosticato il 10 settembre del 1994 dopo appena qualche giorno di ricovero. E’ stata la famiglia del giovane a portare avanti una battaglia giudiziaria che ha messo in evidenza, ancora una volta, i tempi lunghissimi ed inaccettabili della giustizia italiana prima di arrivare alla conclusione del processo almeno sotto il profilo penale.

Il caso infatti resta aperto sul fronte civile visto che in quella sede dovrà essere stabilito a cosa avrà diritto la famiglia La Monica sotto forma di risarcimento. La Corte di Cassazione cui tutti gli attori del processo si sono rivolti dopo la sentenza della Corte di Appello di Catania ha rigettato il ricorso proposto dichiarandolo non ammissibile e di conseguenza ha confermato la sentenza messa nel maggio del 2008 dopo ben 17 udienze di cui ben quindici andate a vuoto.

La Corte di Appello di Catania, sotto la presidenza di Ignazio Santangelo, aveva riconosciuto responsabili del mancato riconoscimento del caso di botulino i tre medici dell’ospedale Maggiore che avevano avuto sotto le proprie cure Lorenzo La Monica. Grazie alla concessione delle attenuanti generiche i tre professionisti hanno ottenuto tuttavia la prescrizione della pena; la Corte di Appello ha confermato a suo tempo la condanna nei confronti di Elisa Poidomani, addetta alla vendita del supermercato L’Economica di Marina di Modica dove Lorenzo la Monica si era recato per acquistare un panino con i funghi e Vincenzo Genesio, il titolare della azienda produttrice dei funghi inscatolati che sono stati all’origine del caso di botulino risultato fatale a Lorenzo La Monica.

Il processo ha visto nel corso di questi sedici anni una lunga teoria di avvocati e di esperti consultati nei vari gradi dell’iter giudiziario per stabilire se si sia trattato di botulino e se si fosse potuta prevenire da parte dei medici la causa della morte del giovane con una diagnosi tempestiva. Il padre e la madre di Lorenzo La Monica non hanno mai accettato l’assoluzione dei tre medici in primo grado da parte dell’allora pretore presso il tribunale di Modica ed hanno percorso tutti i gradi di giudizio per arrivare all’accertamento della verità e delle responsabilità.

Il rigetto del ricorso presentato da tutti i protagonisti della vicenda da parte della Cassazione e la conferma della validità della sentenza della Corte d’appello ha evidenziato la convinzione della famiglia La Monica della responsabilità dei medici anche se il reato a loro carico è stato prescritto.