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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:09 - Lettori online 1667
MODICA - 08/02/2010
Cronache - Modica: il colpo alla filiale di ieri pomeriggio

Modica: rapina alla Bapr, la cassaforte non è stata toccata

Azione fulminea mentre c’erano una ventina di clienti in sala
Foto CorrierediRagusa.it

Il colpo è stato di ventimila euro ma i malviventi hanno lasciato un bottino almeno tre volte tanto. Il denaro era infatti custodito nella cassaforte della filiale della Banca Agricola Popolare di Ragusa, ubicata al 40 di corso Umberto, ma gli autori della rapina non hanno avuto la lucidità per puntare al colpo grosso.

Si sono invece «accontentati» delle banconote che al momento della loro fulminea azione era custodito nelle tre casse dove si sono diretti con fare sicuro. Forse hanno avuto fretta di lasciare la banca, forse non sapevano che la cassaforte era in quel momento accessibile e ben fornita con tutto il denaro entrato nella giornata di lunedì, giorno solitamente «ricco» dopo i due giorni di chiusura degli sportelli bancari.

Tutto è avvenuto alle 15.20 nella centralissima sede di corso Umberto; è la prima volta che una rapina viene consumata nella sede centrale della Bapr in città e forse la possibilità di una rapina azione è stata sottovalutata proprio in ragione dell’ubicazione della filiale dove fino a qualche anno fa sostava un vigilante in servizio continuo. I due malviventi sono entrati in azione passando senza alcun sospetto attraverso le due porte di sicurezza che immettono nel grande salone della banca dove si trovano alcuni uffici di relazione con il pubblico e tre casse. Uno dei due malviventi, quello apparentemente più giovane, circa 35 anni, si è diretto subito verso il caposala e gli ha puntato contro un taglierino intimandogli di star fermo e non agitarsi. In contemporanea l’altro complice, descritto da alcuni impiegati di media statura , sui 40 anni, è passato attraverso un varco al di là del bancone che separa la clientela dagli impiegati. Sfoderando un taglierino l’uomo ha ordinato in modo sommesso ai tre cassieri, di cui una donna, di prelevare il denaro custodito nelle casse e di consegnarlo.

I quindici clienti che si trovavano in quel momento in sala hanno avuto poca o nessuna contezza di quanto stesse succedendo. Solo chi si è trovato alla cassa ha percepito che qualcosa non stava andando per il giusto verso ed è rimasto attonito mentre i due malviventi si sono allontanati attraverso una delle due porte principali della filiale. La porta è stata infatti aperta dall’interno sotto la minaccia del taglierino da una delle impiegate cui uno dei due malviventi ha intimato di azionare il dispositivo di sicurezza. Una volta fuori i due rapinatori sono stati visti attraversare la strada e dirigersi verso una delle viuzze retrostanti il corso Umberto.

Qui è presumibile che ci fosse un complice ad attenderli o molto più verosimilmente un motorino sul quale i malviventi si sono allontanati con il loro bottino. L’azione all’interno della banca è durata non più di venti secondi e la velocità di esecuzione si è dimostrata decisiva. Il direttore della filiale, il cui ufficio è al piano superiore, attraverso la telecamera ha infatti notato qualcosa di strano in sala ed ha lasciato il suo ufficio per dirigersi verso le casse.

Troppo tardi perché quando il direttore è arrivato al piano terra il colpo era stato già consumato. Non è rimasto altro che dare l’allarme alla polizia che è intervenuta subito per interrogare i cassieri e quanti si sono trovati ad assistere alle varie fasi della rapina. I due rapinatori hanno agito a visto scoperto, indossavano un giubbotto con cappuccio ed hanno dimostrato una certa tranquillità; tutto fa dunque pensare a professionisti sicuri di sé, conoscitori delle abitudini e dei luoghi.

Le telecamere a circuito chiuso della banca tuttavia potrebbero svolgere un ruolo importante, se non decisivo, per individuare i due rapinatori vista che tutta la sala del pubblico è monitorata. Quasi un anno fa, inizio marzo, la filiale 3 del S. Cuore della Bapr, è stata rapinata da due malviventi, rimasti ignoti, ed il colpo ha fruttato ben 60 mila euro.