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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 892
MODICA - 20/11/2007
Cronache - Modica - L’inattesa denuncia nel corso della presentazione del suo libro "Andromachia" nel palazzo della Cultura di corso Umberto I

Lettere minatorie
all´ex assessore di An
Giorgio Cavallo

"Mi hanno minacciato di morte ma io non me ne vado" Foto Corrierediragusa.it

« Non me ne vado; amo questa città e chi mi vuole liquidare ha sbagliato indirizzo». Giorgio Cavallo (nella foto), ex assessore alla cultura, gela così il pubblico del teatro Garibaldi che assiste alla presentazione del suo ultimo libro « Andronomachia». Quando Cavallo prende la parola il pubblico attende un suo commento ed una sua testimonianza dopo la presentazione di Paolo Nifosì e Domenico Pisana.

Giorgio Cavallo prende il microfono e lascia tutti di sasso « Ho ricevuto lettere minatorie di morte tanto che ho avvertito la Digos della faccenda. Gli agenti qui in sala ne sono una prova. Mi hanno detto di finirla, di mettermi da parte; evidentemente è gente che prova invidia per quello che faccio: mi hanno scritto che devo smetterla di sentirmi il depositario della cultura a Modica ma io dico a questi amici che, pur se queste parole mi turbano, resterò ancora qui a raccontare di questa città».

Sarebbero un paio le lettere che l’ex assessore ha ricevuto e l’ultima è quella più pesante, scritta in buon italiano, dove il riferimento a guai fisici per l’autore di "Andronomachia" sono quanto mai chiari. La serata del Garibaldi si è chiusa così tra attestazioni di solidarietà da parte del sindaco , del presidente della provincia Antoci, dei relatori e dei tanti conoscenti ed amici dell’ex assessore che si è defilato dalla politica sei mesi fa per dedicarsi alla sua attività di ricerca e di studio.

"Andronomachia" è il risultato di questo impegno e racconta di una città che oggi esiste solo in parte; la Modica dei ponti, dei torrenti, delle colline, la Modica presepe che tanta ammirazione e stupore suscitò nei viaggiatori dell’800’. « Un libro che resta , non destinato all’oblio « lo ha definito Paolo Nifosì; per Domenico Pisana Andronomachia descrive una città che nasce bella nel 700’, che si sviluppa con la laboriosità dei suoi artigiani e dei suoi architetti, che più recentemente ha visto attentati al paesaggio ed alla sua monumentalità.