Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 1046
MODICA - 21/01/2010
Cronache - Modica: associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro e concussione

Capo d´imputazione generico nel processo a Drago e Torchi

Il contenuto del fascicolo non basta per determinare le responsabilità dei singoli imputati e il magistrato rispedisce gli atti al procuratore capo

I capi d’imputazione sono troppo generici per determinare le responsabilità dei singoli imputati e il giudice per le udienze preliminari rispedisce gli atti al procuratore capo affinché analizzi il lavoro del suo predecessore e riveda in maniera più dettagliata e circostanziata i fatti.

Il procedimento per associazione a delinquere finalizzato al riciclaggio di denaro e alla concussione, che si sta tenendo a porte chiuse in udienza preliminare, ha fatto registrare ieri pomeriggio un inatteso colpo di scena, che ha lasciato sorpresi gli avvocati e i 19 imputati, alcuni dei quali esponenti politici di rilievo appartenuti o ancora facenti parte dell’Udc. Tra loro il parlamentare nazionale Giuseppe Drago e il già sindaco di Modica Piero Torchi.

Il gup Patricia Di Marco ha spiazzato tutti i presenti in aula, quando ha dichiarato che il capo d’imputazione non sarebbe abbastanza circostanziato per determinare il ruolo dei singoli imputati in ordine alla complessa vicenda. In altre parole, il contenuto del fascicolo non risulterebbe abbastanza completo. La prossima udienza è stata fissata al 15 aprile. Entro tale data il procuratore capo Francesco Pulejo dovrà rivedere tutto l’operato del suo predecessore Domenico Platania e riformulare i capi d´imputazione. E’ il primo caso del genere che si registra nella lunga storia del tribunale modicano, destinato a creare un precedente. Peraltro, nel caso la Camera dovesse nei prossimi giorni confermare il testo sulla norma del processo breve esitato dal Senato, l’eventuale procedimento a porte aperte sarebbe già «morto» prima di cominciare.

I tre anni previsti dalla norma che determina il processo breve, in riferimento alla conclusione dello stesso, nella fattispecie scadrebbero difatti tra qualche mese, visto che l’iscrizione nel registro degli indagati risale al giugno 2007. Quanto accaduto ieri mattina in aula ha «congelato» le richieste del collegio difensivo.

Gli avvocati Bartolo Iacono e Luigi Piccione erano già pronti a chiedere il giudizio abbreviato per il loro assistito Piero Torchi. Si tratta di un rito alternativo secondo il quale l’imputato sceglie di essere giudicato subito, senza attendere i tempi più lunghi del rito ordinario. Una strategia difensiva che gli stessi legali motivano con la pressoché assoluta assenza di prove tangibili a carico del loro assistito, che, nel corso dell’inchiesta, fu oggetto di una perquisizione domiciliare.

Stesso trattamento subirono i familiari di Torchi, i cui rispettivi conti correnti furono passati al setaccio, senza che saltassero fuori movimenti sospetti. Gran parte delle perquisizioni furono avviate oltre un anno e mezzo dopo l’avvio dell’inchiesta e la conseguente comunicazione agli indagati coinvolti.

L’elenco completo degli imputati annovera, oltre ai già citati Drago e Torchi, anche l´ex assessore al bilancio del comune di Modica Carmelo Drago, l’allora segretario provinciale Udc Giancarlo Floridia e il consigliere provinciale Vincenzo Pitino. E poi ancora quattro collaboratori del gruppo di vertice dell´Udc locale: i fratelli Bruno e Massimo Arrabito, Massimo La Pira, Gabriele Giannone, Carlo Fiore e gli imprenditori edili Giuseppe Sammito e Giuseppe Zaccaria. Imputati infine anche Giancarlo Francione, Marcello Sarta, Rosario e Giovanni Vasile, Vincenzo Leone, Giorgio Aprile e Giuseppe Piluso.

Le accuse parlano di presunti favoritismi a beneficio di alcuni imprenditori. Alcune decisioni, stando alle indagini basate sulle rivelazioni di non meglio specificate «fonti confidenziali», sarebbero state assunte nelle stanze di palazzo San Domenico da alcuni componenti dell’allora amministrazione retta da Torchi.

Le fiamme gialle controllarono i conti corrente delle persone coinvolte, contestualmente ad altri accertamenti dai cui emersero prestiti effettuati e ricevuti da alcuni degli indagati tramite assegni bancari. Il leader ibleo dell’Udc Giuseppe Drago, già presidente della Regione, dichiarò che «dal fascicolo dell’inchiesta non si sarebbero mai evinti distrazioni di fondi pubblici, né riferimenti ad appalti truccati o a conti offshore».

(Nella foto il tribunale di Modica)