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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 915
MODICA - 18/11/2007
Cronache - Modica - Pena complessiva a tre anni e 10 mesi di carcere

Condannata la coppia di ladri
che realizzò 70 colpi
tra Modica e Scicli

Gli arresti erano stati operati dalla polizia Foto Corrierediragusa.it

Condanna a complessivi tre anni e 10 mesi di carcere e 900 euro di multa per la coppia che terrorizzò per settimane gli anziani che vivevano da soli, in quanto vittime predestinate dei furti in loro danno, sempre portati a buon fine dai due insospettabili. Si è concluso con la condanna degli imputati Rosario Bellassai e Maria Famao il processo per furto aggravato e continuato un concorso.

Il giudice Giovanna Scibilia ha inflitto due anni e otto mesi e 600 euro di multa a Bellassai. Ad un anno e due mesi e 300 euro è stata invece condannata la Famao che, a differenza del complice, ha altresì beneficiato della sospensione con-dizionale della pena. Secondo la polizia, che fece scattare le manette, i due si resero protagonisti di almeno una settantina di colpi messi a segno tra la fine del 2005 e i primi mesi del 2006 in decine di abitazioni dei centri storici di Modica e Scicli.

La stretta finale al presunto ladro era stata data dal vice questore aggiunto Maria Antonietta Malandrino e dal sostituto commissa-ro Carmelo Sammito nel corso di un porta a porta nelle abitazio-ni di via Vignazza in cui un’anziana riferì ai due poliziotti d’essere stata derubata da un tizio, la cui descrizione corrispon-deva a Bellassai, che si aggirava ancora nei pressi.

Bellassai era stato pedinato dalla polizia, che aveva installato un sistema Gps satellitare ben nascosto sotto l’ a bordo della quale il ladro era solito spostarsi. L’auto era intestata alla Fama-o, che si presentò in commissariato 48 ore dopo l’arresto di Bel-lassai per chiederne notizie, dal momento che dividevano lo stesso appartamento a Floridia.

I teste derubati avevano descritto il modus operandi del ladro, che si presentava nelle rispettive a-bitazioni con fare gentile e rassicurante, sotto le mentite spoglie di dipendente di enti pubblici, defilandosi poi con il contante, dopo aver individuato il cassetto giusto con una scusa. Il pm a-veva chiesto la condanna di entrambi gli imputati a quattro anni di carcere ciascuno e mille euro di multa.