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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 985
MODICA - 31/12/2009
Cronache - Modica: si chiude il processo intentato dal consigliere comunale a carico del deputato regionale

Gerratana perde la causa di lavoro con Minardo

Per il consigliere indipendente debacle su tutto il fronte, perché non solo non ha ottenuto i soldi, ma dovrà anche sborsare due mila 200 euro per le spese processuali
Foto CorrierediRagusa.it

E’ una storia che viene da lontano. Quando Nino Gerratana si prestava a guidare la Mercedes dell’allora senatore Riccardo Minardo, a sbrigare le faccende della segreteria e ad aggiornare le rubriche telefoniche del parlamentare di Forza Italia. Avvenne però che nel cuore «politico» di Riccardo entrò il veterinario Paolo Garofalo, giovane e con un buon pacchetto di voti, cui venne assegnato anche quel posto giunta cui aspirava il consigliere Gerratana; fu allora che la corda si ruppe tanto da indurre Nino Gerratana ad adire le vie legali presentando richiesta di risarcimento al suo patron politico per i servigi resi a cavallo tra il 2000 ed il 2003.

Gerratana ha sostenuto nella sua istanza presentata al giudice del lavoro che il suo è stato un rapporto di lavoro subordinato con Riccardo Minardo ed ha chiesto 70 mila euro di risarcimento. Proprio in questi giorni Nino Gerratana ha dovuto prendere atto della notifica della sentenza con la quale il giudice del lavoro, Mario Fiorentino, non ha riconosciuto il rapporto di lavoro che Gerratana sosteneva di avere avuto con Riccardo Minardo. Per il consigliere indipendente debacle su tutto il fronte, perché non solo non ha ottenuto i soldi, ma dovrà anche sborsare due mila 200 euro per le spese processuali.

E che per Nino Gerratana il vento che soffia oggi non sia dei più propizi è dato dal fatto che Paolo Garofalo ha anche annunciato querela nei suoi confronti. Il dimissionario presidente del consiglio intende così tutelare sia la sua figura istituzionale sia la sua persona a seguito dell’attacco sferrato in consiglio da Nino Gerratana. Paolo Garofalo vuole inoltre che si faccia chiarezza su eventuali fughe di notizie riguardanti la sua professione visto che Nino Gerratana ha dichiarato in aula sviluppi sia nell’inchiesta del canile di Frigintini sia per il canale privilegiato per il pagamento delle fatture da parte dell’Asp per le prestazioni a favore dell’ex presidente del consiglio.

Ed ulteriori malumori hanno suscitato in Gerratana le parole di Bartolo Azzaro, Pdl, che a titolo personale in consiglio ha espresso la sua vicinanza a Garofalo e si è dissociato dal comportamento del consigliere. Il capogruppo Pdl Luigi Carpenzano invece preferisce guardare avanti «Valuteremo se sostenere o meno l’eventuale candidatura di Garofalo a presidente del consiglio. Siamo dispiaciuti come gruppo per le dimissioni del presidente; in consiglio non devono mai trovare spazi attacchi ed offese personali e tantomeno alle istituzioni.

Prima di ogni cosa viene il rispetto e la dignità della persona e della carica. Dal punto vista politico – aggiunge Luigi Carpenzano - la conduzione dei lavori del consiglio può essere discutibile, ma ce ne occuperemo in altra sede».

GERRATANA RESTA SULLE SUE POSIZIONI E NON SI SENTE SCARICATO DAL PDL
Nino Gerratana è sempre più convinto che Paolo Garofalo sarà il nuovo presidente del consiglio comunale. «Il suo è un gioco delle parti –dice il consigliere indipendente - visto che si è dimesso per fare la vittima e farsi pregare».

Nino Gerratana tiene poi a precisare la sua posizione nei confronti del centro destra. «Non mi sento affatto scaricato dal Pdl. Dai consiglieri di opposizione ho avuto attestati di vicinanza e molti si ritrovano sulle mie posizioni. Lunedì ci sarà un direttivo del Pdl in cui si parlerà del caso innescato dalle dimissioni di Garofalo. Vedremo quale linea assumere ma tengo a sottolineare che sono in sintonia con il Pdl e sento la loro vicinanza».

Da parte sua Vito D’Antona, consigliere di Sinistra Democratica, chiede un rasserenamento del clima in consiglio pur nel rispetto del ruolo di ognuno. «Bisogna dare al presidente –dice D’Antona- quel ruolo di arbitro imparziale grazie ad un confronto sereno e costruttivo sulle singole questioni».

(Nella foto da sx Riccardo Minardo, Paolo Garofalo e Nino Gerratana)