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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 613
MODICA - 16/11/2007
Cronache - Modica - Inchiesta avviata dopo le denunce di alcuni imprenditori

Corsie preferenziali
allo sportello unico? Qualcuno
avrebbe anche pagato

Le fiamme gialle indagano sull’irregolarità di alcune concessioni rilasciate dietro presunto pagamento di contante Foto Corrierediragusa.it

Lo sportello unico di nuovo oggetto di un’inchiesta della Procura, che starebbe indagando sull’irregolarità di alcune concessioni rilasciate dietro presunto pagamento di contante. Il blitz di mercoledì della Guardia di finanza si sarebbe in massima parte concentrato proprio negli uffici dello sportello unico, in cui sono stati sequestrati parecchi faldoni contenenti documenti vari relativi al rilascio di concessioni edilizie e non solo.

Pare che i finanzieri si siano recati negli uffici un paio di volte per passare al setaccio tutti gli incartamenti e sequestrare quelli ritenuti esse-re di particolare rilevanza nell’ambito delle indagini avviate dal procuratore Domenico Platania, che ha delegato i finanzieri del comando provinciale, e non quello della locale tenenza, a recarsi non solo negli uffici dello sportello unico, ma anche in quelli dell’urbanistica e del personale.

Ma l’inchiesta sarebbe incentrata sull’operato dei funzionari dello sportello unico. Pare siano state le numerose denunce, una delle quali piuttosto pesante, giunte in Procura ad fornire l’input per l’avvio di questo nuovo filone d’indagine, che mirerebbe all’accertamento di presunte irregolarità nel rilascio di determinate concessioni che, in teoria, avrebbero favorito alcuni appaltatori a tutto svantaggio di altri che, in pratica, si sarebbero visti «scavalcare» dai concorrenti più «fortunati» nel rilascio di pratiche necessarie alla realizzazione di opere in appalto.

Ma non sarebbero solo le presunte «corsie preferenziali» al centro dell’inchiesta. Pare che in una delle denunce si faccia riferimento ad una consistente somma che sarebbe stata versata da un imprenditore per «sveltire» i tempi di rilascio di una concessione che, nonostante ciò, restò al palo. Una denuncia piuttosto grave che ha indotto la Procura ad indagare per accertarne la fondatezza. Alcuni funzionari dello sportello unico sono già alla sbarra nel processo sulle «concessioni facili» rilasciate per la realizzazione di un impianto di trattamento della biomassa in contrada Gisana Liccio e di un kartodromo a Zimmardo Bellamagna.

I lavori di entrambi gli impianti furono sospesi dal Tar, al quale si rivolsero gli allarmati residenti. Le testimonianze che hanno caratterizzato le ultime udienze non hanno di certo attenuato la posizione degli imputati, rafforzando la tesi sostenuta dall’accusa sugli interessi economici ad alti livelli che si celavano dietro la realizzazione dei due impianti, nonostante la zona prescelta fosse sottoposta a vincoli di natura paesaggistica e naturalistica, perché di rara bellezza. Non a caso lo splendido panorama, come ricordato nell’ultima udienza del processo, venne ripreso da Luchino Visconti per il suo celebre «Gattopardo». Gli stessi residenti avevano riferito ai giudici che un sensale aveva proposto loro qualunque cifra per assicurarsi la cessione dei terreni d’interesse.

Ma i proprietari si rifiutarono, nel nome della tutela del territorio, tutelandosi inoltrando ricorso al Tar. Eppure le due ditte che avrebbero dovuto realizzare le strutture erano già in possesso delle necessarie concessioni, rilasciate proprio dallo sportello unico e il cui allora dirigente, non a caso, figura tra i 13 imputati nel procedimento che devono rispondere, ciascuno per le proprie responsabilità, di abuso d’ufficio e della violazione del piano regolatore generale in materia di inedificabilità e del deturpamento della macchia mediterranea, passando per la violazione del vincolo paesaggistico e di quello idrogeologico. Alla sbarra funzionari comunali, della Soprintendenza e rappresentanti delle due ditte interessate alla costruzione delle due strutture.

(Foto di repertorio)