Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1120
MODICA - 24/11/2009
Cronache - Modica: il troncone finanziario del procedimento sul kartodromo e sull’impianto di biomassa

Processo per truffa, 500mila euro di false fatturazioni

Il finanziamento fu di poco meno di un milione e mezzo di euro concesso dallo Stato, in base ad una legge europea specifica per gli impianti di smaltimento di rifiuti speciali. 31 gli imputati

Ammonterebbero a circa 500mila euro le false fatturazioni accertate da Carabinieri prima, e Guardia di finanza poi, nell’ambito delle indagini dalle quali ha preso le mosse il processo a carico di 31 imputati per truffa alla Comunità Europea e allo Stato. Questi i capi d’imputazione della seconda tranche del procedimento sulle concessioni illegittime relative alla costruzione dell’impianto della biomassa e del kartodromo nelle contrade Gisana Giarrusso Liccio e Zimmardo Bellamagna, dopo la conclusione della prima parte del procedimento, che verteva esclusivamente su reati di natura ambientale, paesaggistica ed edilizia.

I militari dell’arma accertarono false fatturazioni per oltre 500mila euro, su un finanziamento di poco meno di un milione e mezzo di euro concesso dallo Stato, in base ad una legge europea specifica per gli impianti di smaltimento di rifiuti speciali. Stando a quanto accertato a suo tempo dai militari, la «Itis», società titolare dell’impianto di trattamento della biomassa, che sarebbe dovuto sorgere in contrada Giarrusso Liccio, non sarebbe stata in possesso dei requisiti necessari per poter accedere al maxi finanziamento.

Partendo da questo assunto, i militari avviarono le indagini che portarono ad individuare le false fatturazioni relative ad operazioni inesistenti o effettuate solo in parte, quali la posa in opera e l’acquisto del materiale per il costruendo impianto.

I fatti sono stati rievocati in aula dall’allora tenente della compagnia di Modica, e adesso capitano di stanza a Reggio Calabria, Giuseppe Morale. Anche i marescialli capo Salvatore Raimondo e Rosario Cascino della compagnia di Modica, il brigadiere Giampiero Tosto e l’appuntato Victor La Forgia, entrambi del Noe (nucleo operativo ecologico) di Catania, che presero parte attiva alle complesse indagini, sono stati ascoltati dai giudici.

Dei soldi che dovevano essere impiegati per la realizzazione dell’impianto idrico, di quello elettrico e degli infissi, non fu trovata nessuna traccia. Se le somme indebitamente percepite dai richiedenti in danno della Comunità Europea e dallo Stato risultavano in teoria spese, nei fatti non furono mai realizzate le opere per le quali era stata avanzata richiesta di finanziamento. Il processo proseguirà con l’audizione di altri testimoni.