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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:52 - Lettori online 767
MODICA - 24/10/2009
Cronache - Modica: il colloquio in procura sull’inchiesta a palazzo San Domenico

Garofalo al procuratore: "Come un padre di famiglia"

L’ipotesi di reato per 17 consiglieri è quella di falsità ideologica continuata in concorso

«Abbiamo agito nell’ottica della massima trasparenza e secondo i criteri del buon padre di famiglia». In questa frase c’è il sunto di oltre un’ora di colloquio tra il presidente del consiglio comunale Paolo Garofalo e il procuratore capo Francesco Pulejo, nell’ambito dell’inchiesta su 17 consiglieri comunali, compreso lo stesso Garofalo, per l’ipotesi di reato prospettata di falsità ideologica continuata in concorso.

Il fascicolo era stato aperto dopo la denuncia, forse presentata da un esponente sindacale, che fece seguito alla votazione e all’approvazione, a maggioranza, di una delibera del 29 novembre dello scorso anno. In quella seduta della civica assise fu esitato il punto riguardante il bilancio di previsione 2008, senza prevedere l´iscrizione, nel documento contabile, delle somme necessarie per il pagamento degli arretrati contrattuali e degli adeguamenti degli stipendi in favore dei dipendenti comunali.

«Fummo costretti ad agire in tempi ristretti – ha dichiarato il presidente del consiglio al procuratore – optando per la soluzione migliore, condivisa da tutti i consiglieri di maggioranza e di conseguenza votata all’unanimità. Non abbiamo mai avuto nulla da nascondere e siamo a tutt’oggi convinti d’aver operato la scelta giusta, proprio come avrebbe fatto un buon padre di famiglia».

Garofalo ha precisato che «alla seduta, regolarmente verbalizzata, fecero seguito atti documentali e con date precise che non lasciano adito a dubbi di sorta sull’operato, coerente e cristallino, del consiglio comunale». A questo proposito Garofalo produrrà, attraverso il proprio legale, un’ampia memoria. Il corposo dossier sarà consegnato nei prossimi giorni al procuratore, al quale sono stati esposti i fatti con dovizia di particolari. Anche il sindaco Antonello Buscema, in difesa del consiglio, aveva precisato che le somme furono poi liquidate ai dipendenti, e comunque inserite nel nilancio di previsione 2009. Spetterà adesso al titolare dell’inchiesta decidere se sentire anche gli altri soggetti indagati, alla luce di quanto esposto dal presidente del consiglio.