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MODICA - 20/10/2009
Cronache - Modica: botta e risposta tra il primo cittadino e il sindacato

Consiglieri comunali indagati, è rottura tra Buscema e Avola

Gli avvisi di garanzia hanno raggiunto 17 persone per una delibera sul bilancio di previsione 2008 approvata a maggioranza. Somme per pagare arretrati contrattuali non iscritte nel documento
Foto CorrierediRagusa.it

Il sindaco sbatte la porta in faccia alla Cisl. «Stia calmo,rifletta e pensi a far bene il suo lavoro» ribatte il segretario provinciale Cisl Giovanni Avola. La vicenda che vede 17 consiglieri della maggioranza raggiunti da un avviso di garanzia per iniziativa della procura della repubblica si sposta ora sul tavolo politico sindacale e mette di fronte la Cisl ed il sindaco Antonello Buscema.

Il sindaco infatti intende tutelare dal punto di vista politico i 17 consiglieri che hanno approvato l’atto di bilancio pur se questo non ha previsto per il 2008 l’inserimento delle somme destinate al pagamento degli arretrati contrattuali facendo scattare pertanto l’ipotesi di reato per «falsità ideologica continuata in concorso». Antonello Buscema è rimasto amareggiato ed ha reagito.

«Prendo atto che alcuni rappresentanti sindacali sono riusciti a spostare il dibattito tra amministrazione sindacato dai tavoli politici a quelli dei tribunali. La scelta del sindacato è miope e dannosa perché compromette le relazioni sindacali; non intendo più partecipare ad alcun tavolo o trattativa dove siedano quei rappresentanti che non riescono ad apprezzare lo sforzo e l’impegno che gli amministratori stanno mettendo per superare la difficilissima situazione finanziaria del comune ed anzi li considerano talmente inaffidabili da ritenerli passibili di denuncia».

Il sindaco evita di pronunziare il nome della Cisl ma sono i rappresentanti aziendali e provinciali cislini ad essere entrati nel suo mirino visto che Gianfranco Marino, segretario aziendale, di concerto con la segreteria provinciale ed anche quella regionale, ha preso a suo tempo l’iniziativa di presentare l’esposto alla procura per tutelare il diritto dei lavoratori iscritti alla Cisl.

«L’esposto in procura –dice Giovanni Avola, Cisl- è stato l’ultimo passaggi di una serie di momenti. Prima le trattative, un consiglio comunale aperto nel corso del quale abbiamo messo in guardia l’amministrazione ed il sindaco, poi la diffida, infine l’esposto. Ci sono norme ben precise che il sindaco non può pensare di eludere. Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso. Antonello Buscema sbaglia a rinfocolare polemiche, dovrebbe stare calmo e chiedersi perché tutto questo è successo.

Noi come sindacato siamo stati lineari nel comportamento e non abbiamo nulla da rimproverarci». A Giovanni Avola fa eco Gianfranco Marino che in un lungo documento rifà la storia di tutta la vicenda e conclude sulla intenzione di Buscema di non avere relazioni con la Cisl « Sappiamo che il sindaco preferisce forse altri soggetti sindacali più accomodanti e che non diano fastidi; purtroppo per lui gli ambiti di operatività delle parti pubblica e sindacale sono disciplinati dalla legge e dai contratti collettivi di lavoro e non dalla volontà o dai capricci dei singoli.

L´IPOTESI DI REATO PROSPETTATA
Falsità ideologica continuata in concorso. E’ l’ipotesi di reato prospettata a carico del presidente del consiglio comunale di Modica, di 13 tra capigruppo consiliari e consiglieri, di un ex consigliere, di un assessore e del vertice della «Modica Multiservizi».

E’ stata la procura della Repubblica ad aprire il fascicolo su palazzo San Domenico, in riferimento alla votazione e all’approvazione, a maggioranza, di una delibera del 29 novembre dello scorso anno. In quell’occasione fu esitato il punto riguardante il bilancio di previsione 2008, senza prevedere l´iscrizione, nel documento contabile, delle somme necessarie per il pagamento degli arretrati contrattuali e degli adeguamenti degli stipendi in favore dei dipendenti comunali. L’inchiesta fu avviata dal precedente procuratore capo Domenico Platania, nel frattempo andato in pensione, e ripresa dal suo successore Francesco Pulejo come atto dovuto.

I NOMI DEI 17 INDAGATI
Questi i nomi dei 17 indagati, per i quali sono stati emessi altrettanti avvisi di garanzia: il presidente del consiglio Paolo Garofalo, in quota Mpa; il capogruppo consiliare Mpa Carmelo Scarso; i consiglieri dello stesso partito Leonardo Aurnia, Diego Mandolfo, Gaetano Cabibbo e Michele Mavilla; i consiglieri del Pd Giancarlo Poidomani; Giovanni Spadaro; Salvador Avola; Piero Covato; Carmelo Cerruto. E poi ancora Nino Cerruto, di Nuova Prospettiva; Vito D´Antona, capogruppo consiliare di Sinistra Democratica; Giovanni Occhipinti; Massimiliano Baglieri; Giovanni Giurdanella e Nino Frasca Caccia, tutti del Pd.

Frasca Caccia è nel frattempo entrato nella giunta Buscema in qualità di assessore allo sviluppo economico. Gli è subentrato tra gli scranni Innocenzo Roccasalva. Giovanni Giurdanella è invece stato nel frattempo nominato amministratore unico del CdA della «Multiservizi», sostituito in consiglio da Salvo Maltese, mentre Massimiliano Baglieri è nel frattempo decaduto, dopo che Giorgio Zaccaria, attuale consigliere in quota Pd, ha vinto il ricorso al Tar per farsi riconoscere il voto in più riportato alle scorse amministrative rispetto a Baglieri.

VENERDI´ PROSSIMO AL VIA GLI INTERROGATORI
Cominceranno venerdì prossimo gli interrogatori a carico dei 17 indagati. Il primo ad essere sentito dal procuratore capo Francesco Pulejo sarà il presidente del consiglio comunale Paolo Garofalo. «Sono tranquillo - dice il presidente Garofalo - so di avere agito nell’interesse dell’ente vista la situazione drammatica delle casse comunali in quel momento. Non ho nulla da rimproverarmi».

LA NOTA CONGIUNTA DI PD, MPA, SD E NUOVA PROSPETTIVA SULLA VICENDA GIUDIZIARIA
In merito alla vicenda giudiziariala maggioranza ha tenuto un vertice, al termine del quale è stata sottoscritta una nota congiunta a firma di Giancarlo Poidomani e dei rappresentanti di Pd, Mpa, Sd e Nuova prospettiva con la quale si rivendica la bontà e la trasparenza dell’azione di risanamento intrapresa, al di là dell´indagine avviata dalla procura.

«La Procura della Repubblica – si legge nella nota congiunta – pare su denuncia di un rappresentante sindacale dei dipendenti comunali, ha avviato un procedimento nei confronti dei 17 consiglieri che hanno approvato l’assestamento di bilancio 2008 perché – si continua a leggere – non avrebbero inserito per intero le somme relative agli arretrati contrattuali dei dipendenti comunali, somme peraltro successivamente integrate non appena reperite le risorse necessarie, e addirittura già pagate da alcuni mesi, così come preannunciato a suo tempo dall’amministrazione.

La maggioranza amministrativa – prosegue la nota – rivendica la bontà e la trasparenza dell’azione di risanamento intrapresa allorché, assumendosi con coraggio precise responsabilità, è riuscita ad oggi a scongiurare quel dissesto finanziario i cui effetti – conclude la nota – sarebbero risultati devastanti per la città e per i lavoratori in particolare». In merito alla vicenda si registrò una spaccatura tra la Cisl e l’amministrazione, con decine di impiegati comunali che inoltrarono ricorso per vedere riconosciuti i loro diritti contrattuali.

(Nella foto in alto da sx il sindaco Antonello Buscema e il segretario generale della Cisl Giovanni Avola)