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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 955
MODICA - 12/11/2007
Cronache - Modica - Il caso dell’abuso di un 13enne sulla collina dell’Idria

Presunto pedofilo: chiesta
la condanna a 4 anni

Alla sbarra un modicano di 42 anni proclamatosi innocente Foto Corrierediragusa.it

La condanna a quattro anni di carcere era stata chiesta, al termine della sua requisitoria, dal pm Maria Mocciaro a carico del 42enne modicano accusato d’aver abusato di un minore di 13 anni.

Ma, al termine di oltre un paio d’ore di camera di consiglio, il collegio penale presieduto dal giudice Giovanna Scibilia non ha letto la sentenza, ritendendo necessaria l´acquisizione agli atti di ulteriori tabulati delle telefonate partite e ricevute dai cellulari dell’imputato e della presunta vittima, nonché delle testimonianze dei genitori. Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato difensore Carmelo Scarso, secondo cui «questa decisione del Tribunale non fa altro che accreditare la tesi che il processo è ormai finito e che l’assoluzione dell’imputato è prossima, alla luce della mancanza di prove inconfutabili a suo carico».

In effetti, nell’udienza scorsa l’esito della perizia psichiatrica sull’adolescente, effettuata dal consulente tecnico d’ufficio nominato dal Tribunale Francesco Arezzi, aveva decretato che la vittima del presunto pedofilo non era attendibile. Anche il perito di parte Paola Migliore aveva escluso la violenza sessuale, attenuando ulteriormente la posizione del modicano, il quale ha sempre proclamato la propria innocenza, asserendo che il giovane si sarebbe inventato tutto apposta per metterlo nei guai.

Dai tabulati telefonici già acquisiti agli atti era peraltro saltato fuori il non trascurabile particolare che alcuni sms compromettenti giunti sul telefonino della vittima non sarebbero stati inviati dal cellulare del presunto pedofilo, ma scritti dallo stesso minorenne, che se li sarebbe poi auto inviati. In ogni caso era emerso con certezza che tra la vittima e il presunto carnefice scoppiarono frequenti litigi, proprio come quello più acceso verificatosi sulla collina dell’Idria, alla periferia della città, e che vide l’intervento dei carabinieri, ai quali la presunta vittima denunciò il 42enne. Proprio lo studente aveva ribadito, in una delle ultime udienze, le accuse nei confronti del modicano, come fatto in precedenza nell’ambito dell’incidente probatorio. Si proseguirà il 30 gennaio.