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MODICA - 30/09/2009
Cronache - Ispica: l’uomo avrebbe tentato di travolgere 2 carabinieri con un suv

Ispica: tentato omicidio, un anno e 10 mesi a Matarazzo

L’ispicese è stato giudicato con il rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari, che, non ritenendolo più un soggetto pericoloso, lo ha rimesso in libertà
Foto CorrierediRagusa.it

E’ stato condannato a un anno e dieci mesi di carcere l’ispicese Pietro Matarazzo (nella foto), 40 anni, arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di tentato omicidio in danno dei Carabinieri. Matarazzo, difeso dall’avvocato Francesco Riccotti, è stato giudicato con il rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari Patricia Di Marco, che, non ritenendolo più un soggetto pericoloso, lo ha rimesso in libertà. Il procuratore Francesco Pulejo aveva chiesto la condanna a poco meno di nove anni di reclusione. Dall’interrogatorio era emerso che Matarazzo non aveva nutrito propositi omicidi nei confronti dei militari. L’ispicese aveva rischiato di metterli sotto nel fare retromarcia col suo fuoristrada.

Matarazzo non si sarebbe difatti accorto della presenza dei Carabinieri, a causa dei vetri oscurati del lunotto posteriore del suv. L’ispicese era fuori si sé dopo l’ennesimo litigio con la sua consorte, dalla quale si era separato da qualche tempo, dopo il tentativo fallito di convincerla a tornare assieme. Proprio le urla che giungevano dalla casa di via De Pretis avevano allarmato i residenti, e , dopo la telefonata al 112, erano giunti i Carabinieri. Alla vista dei militari, l’ispicese aveva prima finto di calmarsi, per poi saltare a bordo del fuoristrada e sgommare via, rischiando d’investire i due militari, i quali avevano evitato d’istinto e per un soffio il potente mezzo, poi ritrovato abbandonato alla periferia di Ispica.

All’interno del fuoristrada erano nascosti alcuni coltelli e addirittura un grosso machete, di cui lo stesso Matarazzo non aveva saputo giustificare il possesso, dopo il suo arresto registratosi circa 24 ore dopo. L’ispicese si era difatti reso latitante, nascondendosi all’interno di una villetta disabitata di via delle Rose a Marina Marza, dove i militari lo avevano sorpreso nel sonno a tarda notte. Pietro Matarazzo doveva altresì rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, sempre nei confronti dei militari, minacce, maltrattamenti in famiglia, danneggiamento aggravato, porto ingiustificato di coltelli e detenzione abusiva del machete.