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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1364
MODICA - 01/10/2009
Cronache - Modica: il sindaco Buscema si è rivolto al prefetto Cannizzo

Busso e Squadrito arrestati, ma i netturbini saranno pagati

Intanto Idv chiede che sia fatta chiarezza sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in città

L’arresto dei due titolari della ditta Busso, Riccardo Squadrito e Giuseppe Busso, mette in pericolo il pagamento dei salari ai dipendenti del servizio di igiene ambientale. Proprio in questi giorni l’amministrazione si appresta a pagare una mensilità secondo il piano concordato con i sindacati mentre per la prossima settimana è stato previsto il pagamento della seconda mensilità ed a metà mese un parte della terza mensilità arretrata. La notizia dell’arresto dei due imprenditori per un’inchiesta avviata dalla procura presso il tribunale di Caltagirone ha messo in moto sindaco ed amministrazione per tutelare i diritti dei lavoratori dopo un’opera di difficile mediazione e soprattutto dopo aver trovato l’intesa sul pagamento degli arretrati con i sindacati e l’impresa.

Il sindaco Antonello Buscema si è messo subito in contatto con il prefetto di Ragusa per concordare un percorso che tuteli in tutto e per tutto i lavoratori. C’è infatti un problema tecnico perché le somme che il comune deve alla Busso non possono essere riscosse al momento dai titolari per cui si pone il problema dell’intestazione della somma che sarà devoluta interamente per i salari. L’ipotesi più verosimile è quella di una remissione diretta da parte del sindaco agli operai; una intestazione nominale degli assegni in modo che questi possano essere riscossi senza problemi.

Nelle prossime ore il prefetto darà il suo parere sulla base della quale il sindaco si muoverà per non lasciare ancora a secco gli operai che solo da qualche giorno sono tornati al regolare ritmo di lavoro dopo tre giorni di sciopero selvaggio. Non c’è solo un fatto tecnico nella vicenda dei titolari della ditta Busso ma anche politico ed amministrativo ed Italia dei Valori ha sollevato il caso chiedendo se «siamo in presenza di un tumore sociale che si insinua, corrompendolo, nel tessuto della città di Modica». Gaetano Criscenti ha chiesto al sindaco di aprire un dossier su tutti gli atti formali e materiali , su tutti gli attori dentro e fuori il comune che hanno avuto a che fare con la gestione dei rifiuti in città.

«Chiediamo al sindaco – dice il responsabile del circolo cittadino di Idv, Gaetano Criscenti- che si arrivi alla rescissione del contratto con la Busso; il sindaco valuti pure l’opportunità di ruotare tutti coloro che dentro il comune a vario titolo hanno avuto a che fare con il settore ecologia»: Idv ha chiesto anche un dibattito pubblico e lancia l’allarme per l’annunciato appalto del servizio di igiene pubblica che comporterà una spesa di 46 milioni per sette anni.

«Questi soldi servano a migliorare l’ambiente- dice Gaetano Criscenti- e non le tasche dei soliti noti». Da parte sua Tiziana Serra rimanda al mittente queste critiche « E’ la prima volta nella storia di questa città che si farà un appalto pubblico nel segno della trasparenza. Il bando è stato curato da consulenti esterni, che operano per conto dell’Ato di Ragusa. Proprio per questo mi sono state rivolte critiche perché si dice che voglio tagliare fuori i locali. I «soliti noti» cui si riferisce Criscenti sono stati garantiti proprio da chi ha voluto piccoli appalti mentre noi abbiamo insistito con l’Ato con una appalto di grandi dimensioni che richiama imprese di un certo spessore e di garanzie certe».

I PARTICOLARI DELL´INCHIESTA
Potrebbe avere ripercussioni anche a Modica l’arresto di Giuseppe Busso, 42 anni, e Riccardo Squadrito, 45, titolari della impresa che gestisce il servizio di igiene urbana nella città della contea. I due imprenditori sono stati arrestati dai carabinieri a seguito di un provvedimento del gip di Caltagirone su richiesta del procuratore capo dello stesso tribunale Paolo Giordano. L’inchiesta riguarda il servizio di igiene urbana a Palagonia dove insieme ai due titolari della Busso sono stati anche arrestati due impiegati comunali.

Al centro dell’inchiesta della magistratura calatina l’appalto del servizio di raccolta dei rifiuti per conto del comune di Palagonia dal 2004 al 2008. Il magistrato ha anche disposto il sequestro beni preventivo di 30 milioni di euro nei confronti degli indagati, equivalente alla stima del danno che sarebbe stato subito dalla pubblica amministrazione con la presunta truffa.

Per Giuseppe Busso, difeso dall´avvocato Saverio La Grua, e Riccardo Squadrito, un’altra tegola in testa dopo le tante vicissitudini di Modica, dove ci sono operai che non ricevono salari e c’è un contenzioso aperto con il comune. Tra i dipendenti dell’impresa si è diffusa una certa preoccupazione alla notizia dell’arresto dei due imprenditori per le conseguenze che questo potrebbe avere sul prossimo futuro dei lavoratori.