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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 494
MODICA - 02/09/2009
Cronache - Modica: un operatore ecologico è stato per fortuna solo sfiorato da una grossa pietra

Modica a pezzi: cadono parti di chiese e palazzi

La pesante sfera si è staccata dalla chiesa di Santa Maria, frantumandosi sul sagrato, a pochi centimetri dal netturbino che stava spazzando la zona
Foto CorrierediRagusa.it

Cadono pietre da cornicioni, palazzi e chiese. Ieri il terzo episodio nel giro di una settimana quando una parte della palla posta in cima al pinnacolo destro della chiesa di S. Maria (nella foto) è caduto sul sagrato. Prima un piccolo sbriciolamento che ha indotto l’operatore ecologico di turno sulla piazza a rimuovere le schegge, poi il tonfo di metà della sfera del peso di circa cinque chili.

E’ stata una fortuna che l’operatore ecologico, Franco Provvidenza, non poteva esserci nome più significativo per l’occasione, si fosse allontanato da sotto il pinnacolo visto che la palla frantumata gli è caduta ad appena qualche metro di distanza. Erano le 8.45 ed è scattato subito l’allarme da parte del parroco per i vigili del fuoco e l’ufficio di protezione civile del comune che ha provveduto a transennare l’area per evitare ulteriori pericoli. I vigili sono intervenuti con una scala automontata sulla quale due vigili hanno operato per rimuovere il resto della palla che è stata conservata per capire il motivo della frantumazione.

Secondo i tecnici è stato l’anima di ferro interna alla palla che ha causato lo spappolamento della pietra a seguito della ossidazione. S. Maria è stata sottoposta ad una operazione di recupero e di manutenzione negli ultimi anni, facciata compresa, per cui bisognerà verificare come e perché si è verificato lo spappolamento della decorazione in pietra. La zona antistante è rimasta transennata in attesa di ulteriori verifiche ma l’accesso alla chiesa è consentito. L’episodio segue di appena una settimana la caduta di un bassorilievo in pietra da un balcone di palazzo Manenti che anche in quel caso non ha provocato danni a persone o cose. Terzo episodio la caduta di frammenti di alcune tegole nella salita S. Raffaele, la strada che costeggia il palazzo degli studi che resta ancora transennata.

Tre episodi che mettono in luce, semmai ce ne fosse bisogno di conferma, della precarietà e dello stato di malessere del patrimonio pubblico e privato del centro storico della città. Negli ultimi anni l’unico intervento serio anche dal punto di vista scientifico è stato operato dalla sovrintendenza di Ragusa che ha salvato dall’ammaloramento definitivo i dodici santoni della scalinata di S. Pietro.

«Ci sono solo cento mila euro in bilancio per il centro storico della città –ammette l’assessore Elio Scifo- E’ una somma irrisoria con cui dobbiamo provvedere agli interventi urgenti di manutenzione, all’arredo, alla viabilità. E’ un capitolo che ho ripristinato ma assolutamente insufficiente. Per Modica e per tutti i centri barocchi ci vogliono ben altre provvidenze sul modello dellala legge su Ibla che gode da venti anni di ben cinque milioni di finanziamento.

I privati non possono sostenere da soli le ingenti spese del recupero e della manutenzione dei palazzi ed avrebbero bisogno di contributi per essere incentivati ad intervenire. La situazione non può che peggiorare negli anni a venire se la corrosione della pietra non viene bloccata. Per quanto ci riguarda non possiamo sostenere i privati ed abbiamo grandi difficoltà anche per il patrimonio pubblico».