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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1168
MODICA - 03/09/2009
Cronache - Modica: i funerali del ragazzo deceduto sul colpo lunedì mattina

Modica: l´ultimo saluto a Giorgio sulle note di Ligabue

Il giovane modicano è stato ricordato come un ragazzo allegro, preciso, riservato, ligio al dovere e dedito agli studi
Foto CorrierediRagusa.it

«Ti brucerai, piccola stella senza cielo»… il ritornello di una delle canzoni più note di Ligabue, risuonando tra le navate della chiesa di San Giorgio e ascoltata da migliaia di persone commosse, ha reso per una manciata di minuti piuttosto surreale l’ultimo saluto al modicano di 21 anni Giorgio Scivoletto (nella foto di Carmelo Poidomani il feretro). Con questo brano, tanto caro alla vittima dell’incidente mortale di contrada Monte Margi, gli amici di comitiva hanno voluto rendere l’ultimo, particolare omaggio, nei minuti finali delle esequie funebri.

«Era il brano che ascoltavamo spesso in auto» ha detto con voce rotta al microfono uno degli amici più cari di Giorgio. E così, una canzone che ci si aspetta di poter ascoltare un po’ dappertutto, tranne che in una chiesa, è diventata la colonna sonora del funerale di Giorgio, su esplicita volontà dei suoi amici più stretti. Qualcuno dei presenti non ha resistito alla musica, in qualche modo evocativa del tragico frangente, guadagnando in fretta l’uscita con gli occhi lucidi.

«Giorgio ci sta guardando da lassù – ha detto don Gino Tirrito nella sua omelia – e potrà dire d’aver comunque vissuto in maniera intensa questi suoi pochi anni di vita terrena». Il giovane modicano è stato ricordato come un ragazzo allegro, preciso, riservato, ligio al dovere e dedito agli studi. «Se non si sentiva preparatissimo – ha precisato uno degli amici in lacrime – si rifiutava di sostenere l’esame. Preferiva darsi le materie con i voti più alti possibile».

Giorgio Scivoletto frequentava il terzo anno della facoltà di scienze del governo e dell’amministrazione. «Quando tre anni fa tornò dalla Lombardia con la famiglia per proseguire gli studi nella sua terra natìa – ha ricordato un altro amico – Giorgio ci conosceva appena, poi è diventato il fraterno amico di tutti. Ci mancherà». Gli stessi compagni hanno scritto dei brevi messaggi e apposto le proprie firme ai bordi della foto di Giorgio che sorride, attaccata all’ingresso della chiesa. Lo sfortunato giovane, quel maledetto lunedì mattina, stava viaggiando in sella al suo scooter, quando si è scontrato frontalmente con un autocarro. Non c’è stato nulla da fare.

LA CRONACA DEL FATALE IMPATTO
Giorgio Scivoletto è l’ultima, giovane vittima della strada, che allunga una scia di sangue agghiacciante. Il fatale scontro frontale si è registrato lunedì mattina, intorno alle 11, in contrada Monte Margi, nelle campagna del Modicano, poco distante da contrada Gallinara a Modica Alta. Il giovane, mentre viaggiava in sella al suo scooter Yamaha 125, all’uscita da una semicurva si è scontrato frontalmente con un autocarro Fiat 110 proveniente dal senso opposto.

La strada, troppo stretta per un mezzo pesante, ha reso pressoché impossibile al conducente anche solo tentare una manovra in extremis per scansare lo scooter, che, purtroppo, è finito dritto sotto l’autocarro, non concedendo scampo allo sfortunato giovane. Neanche il casco protettivo si è rivelato utile a strappare Giorgio Scivoletto alla morte. All’urto tremendo si è aggiunto il parziale arrotamento, durante quei pochi secondi necessari all’autista per frenare. Quest’ultimo è rimasto illeso. L’uomo è stato il primo a chiamare i soccorsi, ma, quando è giunta l’ambulanza del 118, per Giorgio Scivoletto non c’era più nulla da fare. Ai soccorritori non è rimasto altro che coprire il corpo esanime del giovane con un telo bianco. L’incidente è stato rilevato dalla Polstrada, al quale spetterà il compito di ricostruire la dinamica.

I due mezzi, come da prassi, sono stati posti sotto sequestro. Dovrà essere per prima cosa stabilito se sia stato l’autocarro ad invadere la corsia opposta percorsa dallo scooter, o viceversa. In verità, il termine «corsia», per una stradina come quella che è stata teatro dell’ennesimo incidente mortale, può risultare quantomeno fuorviante. «Queste sono arterie strette – dicono i residenti – che dovrebbero essere interdette al transito dei mezzi pesanti, che, spesso, le percorrono a velocità sostenuta».

Giorgio Scivoletto in contrada Monte Margi ci trascorreva l’estate, nella residenza di campagna che divideva assieme alla famiglia: il padre muratore, la madre casalinga e un fratello di tre anni più grande di lui. La famiglia Scivoletto si era trasferita qualche anno fa a Riva del Garda. Poi il nucleo aveva fatto ritorno a Modica, trovando casa in contrada Mauto. Giorgio Scivoletto era studente universitario iscritto al terzo anno della facoltà di scienze del governo e dell’amministrazione e frequentava i Salesiani a Modica Alta. La sua prematura fine ha destato profonda impressione.

CLICCATE SULLE FOTO SOTTO PER INGRANDIRLE.

Giorgio Scivoletto