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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1134
MODICA - 18/07/2009
Cronache - Modica: l’incidente di contrada Sant’Elena Pietrenere in cui è morto un bambino

Migliorano le condizioni del motociclista di 24 anni

La prognosi è ancora riservata ma S.V. non è in pericolo di vita
Foto CorrierediRagusa.it

Dopo un primo ricovero d’urgenza in rianimazione, è stato trasferito ieri dal reparto di chirurgia a quello di ortopedia il modicano di 24 anni, S.V. schiantatosi con la sua moto giovedì sera in contrada Sant’Elena Pietrenere contro una «Wolksvagen Polo» con a bordo una famiglia di romeni. Il piccolo Nadine Sociu Sofica, 9 anni appena, non ce l’ha fatta. Il modicano non è invece in pericolo di vita, anche se i medici preferiscono non sciogliere ancora la prognosi. Il ragazzo ha riportato fratture agli arti.

Il casco protettivo ha notevolmente attutito l’urto della testa contro l’asfalto, a circa dieci metri dal punto d’impatto. In caso contrario, le vittime sarebbero state due. Dimessi già in serata invece i genitori della piccola vittima, lui 37 anni, lei 30. Entrambi sono straziati dal dolore per la perdita del loro piccolo. Sta bene invece l’altra figlioletta di 11 anni: per lei poco meno di un mese di prognosi. La moto «Yamaha 600» guidata dal modicano, professione muratore, ha impattato contro lo sportello posteriore dell’utilitaria, che era appena uscita da una viuzza secondaria per immettersi sulla strada principale, proprio mentre sopraggiungeva a velocità sostenuta il centauro.

L’urto, piuttosto violento, ha quasi sfondato la carrozzeria, che è rientrata nell’abitacolo, provocando uno squarcio letale alla testa del piccolo Nadine. La famiglia di romeni si era inserita abbastanza bene nel tessuto sociale della città. L’uomo lavorava come aiuto fabbro in un capannone poco distante dalla tragedia. La donna era per l’appunto venuta a prendere il marito al lavoro con la macchina acquistata giusto il giorno prima. Insieme sarebbero dovuti tornare nella loro casa di Cava d’Ispica. Intanto protestano i residenti della popolosa strada periferica, che chiedono l’installazione delle bande sonore per sentirsi più sicuri. L’arteria è piuttosto trafficata e, di solito, i mezzi la percorrono a velocità ben più elevata rispetto ai limiti imposti dal codice della strada.

LA TRAGICA CRONACA DI UN GIOVEDI´ MALEDETTO
Un piccolo romeno di appena 9 anni è l’ultima vittima della strada di questa estate insanguinata. Il bambino è rimasto incastrato tra le lamiere contorte dell’utilitaria a bordo della quale viaggiava assieme alla famiglia, lungo una strada dell’agro modicano, dopo il terribile scontro fronto laterale con una moto di grossa cilindrata. La breve vita di Nadine Sociu Sofica si è spenta durante il tragitto in ospedale, poco dopo le 19 di ieri.

Davvero beffardo, talvolta, il destino. Due giovanissimi romeni morti in altrettanti, distinti incidenti stradali ai punti opposti della provincia iblea: il primo all’alba in via Gaspanella a Vittoria, dove è morta la 22enne Cristina Maslic. L’altro incidente, che ha mietuto la vita del bambino, si è invece registrato di prima serata in contrada Sant’Elena Pietrenere, in aperta campagna, a un paio di chilometri da Modica. Due persone della medesima nazionalità, che neanche si conoscevano, accomunati da un destino orribile. Due vite frantumatesi sull’asfalto rovente di un estate maledetta in provincia, dove le raccomandazioni a guidare con prudenza e le manifestazioni a tema pare non sortiscano gli effetti sperati. Da giugno, si sono succeduti almeno mezza dozzina di incidenti mortali. Una media impressionante.

L’ultimo incidente, come accennato, quello di ieri. La «Wolksvagen Polo» alla guida della quale si trovava il padre del bambino, N.F.S.S., 37 anni, era appena uscita da una stradina secondaria. In auto c’era anche la moglie, D.S.S, 30 anni, anch’essa romena e, sui sedili posteriori, la figlia di 11 anni, M.S.S., e il bambino. La moto «Yamaha 600» che stava sopraggiungendo a velocità più che sostenuta, con in sella il modicano di 24 anni S.V., residente in zona, ha terminato la corsa contro lo sportello a lato del quale sedeva Nadine. L’urto è stato tremendo. La lamiera si è piegata all’interno, non concedendo scampo al piccolo, mentre il 24enne alla guida della moto accartocciatasi contro l’utilitaria veniva sbalzato ad almeno 10 metri dal punto d’impatto. Quest’ultimo indossava il casco protettivo, che, con buona probabilità, gli ha salvato la vita. Prima di perdere i sensi, il ragazzo ha avuto la prontezza di spirito di chiamare i soccorsi. L’ambulanza del «118» ha per prima cosa soccorso il bambino, giunto cadavere al «Maggiore». Il bambino aveva la testa fracassata, con fuoriuscita di materia cerebrale: la morte è stata quasi sul colpo.

«Abbiamo tentato l’impossibile – dichiara il primario del pronto soccorso Carmelo Scarso – ma ormai c’era ben poco da fare». Ferite guaribili in dieci giorni ciascuno invece per il padre e la madre della piccola vittima, che, resisi conto della tragedia, hanno dato di matto in pronto soccorso. Scene strazianti che hanno richiesto addirittura l’intervento dei Carabinieri. Ne avrà per 25 giorni invece la bambina di 11 anni, che ha riportato lievi traumi. Prognosi riservata invece per il ragazzo alla guida della moto, ricoverato nel reparto di rianimazione. I vicini raccontano che il giovane modicano aveva comprato la moto da un mesetto. La provava quasi ogni giorno lungo quella strada dove i mezzi corrono troppo veloci e il pericolo è sempre dietro l’angolo.

I romeni invece stavano facendo rientro a casa, nella vicina Cava D’Ispica. La donna, alla quale l’auto comprata giusto ieri era intestata, era andata a prendere il marito, che lavorava insieme ad un fabbro della zona. E’ stato quest’ultimo a sfondare il lunotto posteriore della «Polo», prima dell’arrivo dei pompieri, per tentare di estrarre il bambino dalle lamiere. I rilievi sono stati effettuati dalla Polizia e dalla Polstrada. I vigili del fuoco hanno invece transennato la strada, interdetta al traffico su entrambi sensi, sgombrandola dalle carcasse dei due mezzi, posti sotto sequestro, come da prassi.

L´INCIDENTE DELLA GIOVANE ROMENA DI 22 ANNI A VITTORIA
Una ragazza romena di 22 anni è morta in un incedente stradale registratosi all’alba di ieri. Cristina Maslic lavorava nel bar della piazza dell’ospedale "Guzzardi". La giovane stava viaggiando in sella ad uno scooter, insieme a un connazionale di 21 anni che se l´è cavata solo con ferite guaribili in 10 giorni. Decisamente meno fortunata la ragazza, scontratasi frontalmente con una "Fiat Brava", in via Gaspanella, nei pressi dell’incrocio di contrada Giardinazzo, dove insiste il complesso residenziale il Girasole.

La ragazza, subito trasportata al "Guzzardi" con l´ambulanza del 118, vi è purtroppo giunta cadavere. Erano esattamente le 4,54. La Polizia di Vittoria sta indagando per accertare le cause dell’incidente, mentre i rilievi sono stati effettuati dalla Polstrada. E’ probabile che uno dei due veicoli non abbia rispettato il diritto di precedenza all’incrocio. Lo scontro violento ha provocato la morte sul colpo della ragazza, che ora si trova nell’obitorio del «Guzzardi». La salma sarà nelle prossime ore restituita ai familiari. Illeso invece il conducente della "Brava", un vittoriese di 25 anni.

(Nelle foto sotto di Rosario Invincibile i rilievi dei due incidenti di Vittoria e Modica e le carcasse dei mezzi coinvolti. Cliccateci sopra per ingrandirle)

Il luogo dell´incidente a Vittoria La "Fiat Brava" contro cui si è schiantata la vittima I rilievi della Polstrada in via Gaspanella a Vittoria
Contrada Sant´Elena Pietrenere, nelle campagne di Modica, teatro dell´incidente dove ha perso la vita il bimbo romeno di 9 anni La "Wolksvahen Polo" a bordo di cui viaggiava la famiglia romena Il rottame della "Polo"
Il dettaglio dello sportello deformato dall´urto, dal lato passeggero dove era seduto il bambino romeno La carcassa della "Yamaha 600" del modicano di 25 anni La moto dopo l´impatto con la "Polo"